Marco Di Maio

Sono vicino e solidale con i colleghi giornalisti dell’Emilia-Romagna che a Bologna come in tutte le regioni italiane hanno indetto un flash-mob di protesta contro gli atteggiamenti e le parole di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista. I due “leader” del Movimento 5 Stelle sabato, dopo l’assoluzione del sindaco di Roma, Virginia Raggi, hanno offeso i giornalisti definendoli ‘infimi sciacalli’ e ‘pennivendoli e puttane’“. Lo afferma il deputato del Pd Marco Di Maio, impegnato a Roma nello svolgimento dei lavori parlamentari, iscritto all’ordine dei giornalisti dal 2002.
Le parole dei due esponenti pentastellati – afferma ancora Marco Di Maio – sono tese a intimidire tutta la categoria dei giornalisti (di cui faccio parte orgogliosamente dal 2002) e tentare di condizionarli a proprio favore. Frasi minacciose se accostate alla proposta di abolire l’Ordine o cancellare il fondo per il pluralismo dell’informazione, avanzate da esponenti del Governo e della maggioranza nelle settimane scorse“.
La nostra Costituzione, all’articolo 21, dice una cosa molto precisa – ricorda il parlamentare – ‘La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure’. Ecco, non c’è altro da aggiungere“.