La morte di Cristina Malandri, travolta in bici mentre percorreva la pista ciclopedonale dal Ronco lato Casermette, verso Forlì e trascinata per diversi metri nella rampa di accesso alla tangenziale Est, ci ha sconvolto. Non soltanto per la tragedia in sé e il lutto che colpisce tutti i forlivesi in quanto volto conosciuto in città, ma soprattutto perché questo incidente – pur nella dinamica ancora al vaglio degli inquirenti – evidenzia subito un problema. Un problema che avevano indicato inascoltati all’amministrazione comunale: quello della segnaletica stradale insufficiente, degradata, sbiadita o del tutto assente”. Afferma in una nota il capogruppo comunale a Forlì e responsabile regionale Emilia-Romagna del dipartimento sicurezza di Forza Italia, Fabrizio Ragni.
In tutti e quattro gli attraversamenti pedonali zona Ronco–viale Roma snodo Tangenziale, entrata e uscita di Forlì, la segnaletica è sbiadita, cancellata, assente e comunque insufficiente. Più volte abbiamo sollecitato la giunta comunale a varare una campagna straordinaria di sicurezza stradale. Più e più volte abbiamo chiesto al sindaco Drei di migliorare la segnaletica orizzontale e verticale oltre a garantire la massima illuminazione delle strisce pedonali e degli incroci a rischio. Più e più volte abbiamo chiesto all’amministrazione pubblica di sperimentare anche a Forlì le strisce pedonali “intelligenti” le cosiddette “strisce pedonali smart”, quelle che si illuminano al buio con luci a Led in ogni attraversamento con la strada che viene ripresa h24 da telecamere puntate sulla scena. Esistono anche le piste ciclabili ad energia solare che catturano la luce del sole durante il giorno e, al tramonto, si illuminano di un’intensa luce azzurra aumentando visibilità e sicurezza. Risultato? Nulla. Il sindaco Drei non ha accolto queste proposte e lascia abbandonate strisce pedonali sempre più deteriorate e cancellate dal tempo e dal passaggio dei veicoli”: aggiunge il capogruppo comunale di Forza Italia.
Il nostro è un severo richiamo morale, ogni sua eventuale disattenzione verso questo tema – sicurezza ed educazione stradale – che riguarda la vita dei nostri concittadini ed ha visto la morte di decine di persone meriterebbe davvero una sanzione reputazionale, uno stigma politico definitivo. Fossimo stati nei panni del sindaco già due minuti dopo la tragedia del Ronco avremmo provveduto a rinnovare la segnaletica stradale, a mettere in sicurezza l’intero snodo stradale”: insiste il capogruppo comunale di Forza Italia Forlì.
L’esponente azzurro invita il Comune a varare una campagna straordinaria di educazione civica e stradale mirata agli automobilisti: “sempre più spesso tirano dritto davanti alle rotonde ed alle strisce pedonali” ed a mettere in programma un progetto straordinario di messa in sicurezza degli incroci a rischio e degli attraversamenti.
Progetti – insiste Ragni – che possono essere finanziati dall’Unione europea e dal ministero dell’ambiente senza pesare sui bilanci nazionali. I soldi ci sono e al Comune, che spende già ingenti capitali per costruire decine di rotonde stradali a volte anche inutili, si chiede di rendere più moderna la rete ciclabile e stradale riducendo (quasi) a zero il rischio per gli utenti più esposti come i pedoni, i ciclisti ed i motociclisti”.
Non si attenda il morto, come accadde alcuni anni fa sempre al Ronco per la messa in sicurezza dell’attraversamento in viale Roma dedicato ad Alice. Il Comune si attivi subito, già da domani mattina, si adoperi in prima persona il sindaco Drei per estendere alle aree più trafficate e nei punti più delicati per le incidentalità della nostra città i necessari attraversamenti pedonali con occhi di gatto catarifrangenti, led luminosi, bande ottiche di rallentamento, cordoli invalicabili e segnaletiche orizzontali di segnalazione per gli automobilisti che si avvicinano. Non c’è tempo da perdere nel 2017, secondo l’Osservatorio dell’Asaps, si sono verificati in provincia di Forlì–Cesena 30 incidenti stradali mortali nei quali hanno perso la vita 32 persone. Di questi 21 decessi sono avvenuti su strade statali o provinciali, 10 nelle sulle strade urbane e uno in autostrada. 12 i morti fra i conducenti e trasportati in auto e veicoli a 4ruote, 9 i motociclisti, 5 i ciclisti e 6 i pedoni. Da gennaio a maggio 2018 le vittime per incidenti stradali sono state 6. La media è altissima. E non possiamo e don dobbiamo permetterci il sacrificio di altre vite umane. Interveniamo subito in memoria di Cristina”: conclude Fabrizio Ragni.