fabrizio ragni forza italia

La giunta del sindaco Drei ha gestito nel peggiore dei modi l’iter del nuovo Regolamento di polizia urbana del Comune di Forlì che dovrà configurare la mappa aggiornata delle condotte contrarie al pubblico decoro, ma soprattutto indicare gli strumenti di sanzione, controllo e repressione. Nell’ultima seduta di commissione (quella dell’11 ottobre, ndr) l’assessore alla sicurezza Ravaioli, infatti, ha sancito che il testo base voluto dal Pd verrà portato in aula senza modifiche per l’approvazione finale, senza che vengano recepiti i nostri quattro emendamenti in maniera condivisa. Davvero una scorrettezza istituzionale, senza precedenti, vista l’importanza dell’argomento”: a lanciare l’accusa è il capogruppo comunale di Forza Italia, Fabrizio Ragni che da mesi interviene con sue proposte e comunicati per combattere l’incremento della criminalità nella città di Forlì.
Chiedere che venga votato in consiglio comunale il nuovo Regolamento di polizia urbana nella forma originaria con contestuale discussione di tutti gli emendamenti e prevedibile bocciatura – perché questa è la sorte che la maggioranza Pd riserva alle proposte degli altri partiti – è una scelta politicamente miope, sconsiderata ed antidemocratica. E se davvero il Pd dovesse bocciare le nostre quattro proposte che rendono più stringente il controllo dell’ordine pubblico e inaspriscono le sanzioni verrebbe arrecato un danno ai nostri concittadini e verranno indeboliti i livelli di sicurezza”: aggiunge Fabrizio Ragni. Nel dettaglio, quali sono i quattro emendamenti al nuovo regolamento di Polizia urbana proposti da Fabrizio Ragni?
Riguardano: l’attribuzione alle guardie particolari giurate armate degli istituti privati di vigilanza certificati di poteri di accertamento delle violazioni al pari della Polizia Locale e della Polizia di Stato; un’applicazione più restrittiva del cosiddetto Daspo Urbano, strumento di tutela che il Pd ha letteralmente copiato dalle nostre proposte; l’attivazione di un tavolo di confronto permanente con la Questura per monitorare la piena l’applicazione delle misure restrittive; e il divieto di collocare i punti vendita self service di tabacchi, superalcolici, cannabis e sex toys nelle vie principali della città, nelle piazze turistiche e nel centro storico di Forlì. Norma che se applicata, per fare un esempio, permetterebbe l’immediato trasferimento del self service di prodotti a base di cannabis attualmente sito in corso della Repubblica”: elenca il capogruppo comunale di Forza Italia.
Se queste proposte non verranno accolte, bocciate in consiglio comunale nel fuoco di fila degli emendamenti inseriti in delibera – afferma il Forzista – comunicheremo alla città che il Partito Democratico non è assolutamente in grado di garantire il controllo del territorio, non dispone della necessaria cultura della sicurezza che per noi è un baluardo nella difesa dei diritti individuali del cittadino. Diremo a tutti i forlivesi che per gli amministratori del Pd, del sindaco Drei, e dello stesso assessore alla sicurezza Ravaioli, è più importante multare i cittadini che non puliscono l’erba del proprio giardino o non spazzano i marciapiedi in caso di nevicate (misure contenute nel nuovo regolamento comunale di Polizia urbana, ndr) piuttosto che mettere in sicurezza il territorio e assicurare alla giustizia gli autori dei reati e allontanare dalla nostra città i tanti immigrati clandestini o gli stranieri che delinquono, quelli che – ed è storia di questi giorni – si rendono protagonisti di risse, accattonaggio molesto, aggressioni, furti, rapine, spaccio di droga, sfruttamento della prostituzione o violenza sessuale”.
Su queste nostre proposte daremo battaglia in consiglio comunale e se la maggioranza del Pd con gli alleati di sinistra dovesse bocciarle se ne dovrà assumere la totale responsabilità. In ogni caso, ne riparleremo il prossimo anno, quando nella primavera del 2019 il centrodestra vincerà le elezioni amministrative e governerà la città con maggiore rigore e rispetto dei diritti dei cittadini”: conclude Fabrizio Ragni.