lavori a Porta Schiavonia

Il sito archeologico del Ponte dei Morattini, in corso Garibaldi, vive una perenne situazione di degrado, subisce il gravissimo problema del vetro di protezione che essendo sigillato ermeticamente favorisce la condensa dell’umidità ascendente accelerando il processo di deterioramento e disgregazione dei resti impedendone al contempo la visione al pubblico a causa del formarsi di una patina compatta di goccioline. Abbiamo chiesto al sindaco di intervenire”: annuncia Fabrizio Ragni, capogruppo comunale di Forza Italia a Forlì, che su questo tema ha presentato uno specifico question time al sindaco Drei.
Per una città turistica come si pregia di essere Forlì, con la giunta comunale che ha attivato un’apposita tassa di soggiorno, è necessario valorizzare il proprio patrimonio storico-artistico-architettonico e archeologico, compreso quello esistente e venuto alla luce alcuni anni fa in Corso Garibaldi. Come Forza Italia auspicammo all’epoca una più ampia valorizzazione dello scavo archeologico del Ponte dei Morattini. Ma la giunta dell’epoca ha lascito alla città un sito di ridottissime dimensioni e in assenza di un qualsivoglia cartello informativo per turisti e cittadini. Ad oggi lo spazio del Ponte dei Morattini viene quotidianamente ricoperto dai rifiuti e quindi oltre al problema dell’assenza di manutenzione dello scavo si pone un grave problema di decoro. In generale, c’è una grande trascuratezza”: insiste Fabrizio Ragni.
Nell’interrogazione presentata in Comune il capogruppo di Forza Italia ha chiesto al sindaco di Forlì di avviare un apposito tavolo di progetto per avviare il recupero, l’ammodernamento, la messa in sicurezza e la piena valorizzazione dei ritrovamenti archeologici di corso Garibaldi. Non soltanto il Ponte dei Morattini, ma anche la scoperta del sito dell’antica fontana di Riatti, simbolo storico dei Romiti.
Inoltre, Fabrizio Ragni, appreso del ritrovamento di un pezzo di muro, lungo circa un paio di metri, davanti a Porta Schiavonia, l’unica porta dell’antica cinta muraria rimasta di Forlì, dove è tuttora aperto un cantiere ed è in corso fin dal mese d’agosto un intervento di scavo, recupero archeologico e rimodulazione viaria, ha chiesto – con il favore della Soprintendenza Archeologica e delle belle arti e del paesaggio di Ravenna competente per la nostra provincia – di allargare l’area di scavo e valorizzare al meglio eventuali altri ritrovamenti di importante valore storico-archeologico per la città di Forlì.