Palermo capitale europea della cultura

Emanuela Petroni intervista il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese

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A Palermo quest’anno Capitale Italiana della Cultura è già partita la mostra dedicata a Mariannina Coffa che si svolgerà sino al 6 novembre nel Real Albergo dei Poveri. Perché?
Nasce dai contenuti del pensiero di Maria Stella Pucci di Benischi, ed è un’idea che ho molto apprezzato, ne riconosco il valore culturale e l’importanza pedagogica.
Ma l’inaugurazione di una mostra è sempre un momento culturale a cui prestare attenzione in quanto veicolo di nuovi concetti?
Una mostra così rilevante sul piano filosofico può costituire un evento culturale alla storia della civiltà. Se poi riguarda la vexata quaestio femminile, si rafforza l’ovvia considerazione e l’ovvia risposta: sì. Le quaestiones femminili in verità hanno subito forti contrasti ideologici che ne hanno ostacolato lo sviluppo, e le mostre a tema sono rare, monadiche, sicuramente contribuiscono poco ad arricchire gli orizzonti culturali del nostro Paese, e di contro si rende ovvio e necessario promuoverle, in quanto mezzo epistemologico indispensabile per comprendere la dinamica dei fatti sociali, storici, politici, esistenziali.
Questa mostra si è anche fatta concorso per pittori e scultori la cui premiazione è avvenuta in pompa magna al palazzo della Società Siciliana per la Storia Patria. Chi ha vinto:
In questa competizione artistica tutti i pittori, gli scultori, i fotografi e gli autori di arte digitale, che espongono a Palermo dentro l’ex Real Albergo dei Poveri di corso Calatafimi, sono meritevoli di lode. Si trova un bell’esempio, se vogliamo, di spirito macchiaiolo ad opera della brava pittrice che risponde al nome di Valentina Faraone; come è presente una grande realizzazione pittorica a referenza fotografica che diviene relazione fra il segno e il soggetto al quale esso rinvia: è l’opera di Celio Bordin; così come, in questa Mostra dedicata alla memoria della Coffa, è da ammirare l’applicazione di origine digitale con la quale Francesca Falli dà la sua lettura di Mariannina su un insolito supporto di specchio. L’opera che nel percorso espositivo della Mostra si è distinta invece particolarmente è senza dubbio quella della pittrice Vanessa Pia Turco. La Turco ha concentrato sul foglio le cromie di ocra chiaro e biacca per decifrare la letterata poetessa Mariannina Coffa Caruso alla maniera del coevo Eugène Boudin nell’opera “Canale di Bruxelles”, uno stupefacente olio su tela oggi in un museo di Londra, un grande pittore vissuto anch’egli nell’Ottocento e noto come “re dei cieli” per via dell’abilità tecnica sopraffina con cui figurava le nuvole e le sfumature di tinte azzurre. Di Vanessa Pia Turco è ammirevole e anche coraggiosa la scelta dei pastelli: è ammirevole perché con la tenuità dei cannelli di materia colorante sottolinea in maniera pregevole la delicatezza umana della poesia; ed è coraggiosa in quanto i pastelli non si possono miscelare su supporto, ma è necessario miscelare a parte, e questo comporta una pesante rinuncia ai colpi di effetto che tanto catturano noi spettatori. Le linee moderne dell’opera che la Turco intitola “Mariannina Coffa, un amore negato”, rappresentano magnificamente l’attualità delle problematiche che la società lega al sesso di genere della Coffa, e spostano magicamente, dai nostri giorni, con un attento, studiatissimo progetto coloristico, verso la straordinaria rivoluzione operata dagli impressionisti per merito esclusivo di Eugène Boudin nell’Ottocento Coffano, la bellezza. È di pochi giorni fa la dichiarazione dal professor Alessandro Strumia, dell’Università di Pisa di come la fisica sia un affare per uomini (“la fisica è stata inventata e costruita da uomini, non si entra su invito”, riferendosi alle donne – ha dichiarato). È di meno giorni fa, invece, la bella notizia che c’è una donna tra i premiati con il Nobel per la Fisica 2018: Donna Strickland, è la terza a ricevere il premio da quando è stato istituito. Ci sono dei pittori che sanno dipingere l’aria, come Hopper! altri sanno dipingere l’olfatto facendoci catturare gli stimoli odorosi che si trovano dentro l’opera, come faceva Carlo Dalmazio Carrà. Vanessa Pia Turco dipinge la coscienza intellettiva, quella universale, è infatti nello sguardo del soggetto che ci si accorge di intenderla mentre la coscienza sensitiva -quella nostra personale- si accorge di sentire. Quindi: oltre alla memoria sensitiva -e senza ricorrere a ulteriori figurazioni- in uno sguardo, nell’opera, è rappresentata la memoria intellettiva, quella delle idee: è come pensando a Santa Maria del Fiore, non posso non pensare al campanile di Giotto.
Nella grande affluenza all’inaugurazione della mostra sono intervenuti tra gli altri autorevoli personaggi di grande spessore: chi l’ha colpita in particolare?
Una bellissima profonda impressione l’ho vissuta del Generale Marco Ferretti, del Comando Regionale Sicilia della Guardia di Finanza. Una persona piacevolissima di grande spessore culturale, d’altro canto figlio di una storica dell’arte, cioè di chi di legge il cambiamento del mondo attraverso il susseguirsi nel tempo di avvenimenti e fenomeni storico-artistici.

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Paolo Battaglia La Terra Borgese (Piazza Armerina, 28 luglio 1960) è un critico d'arte italiano. Cura, per conto di pittori e scultori, quotazioni ufficiali, critiche d’arte, pubblicazioni, libri, bibliografie, mostre in enti pubblici e privati, l’acquisizione di opere d’arte nel patrimonio artistico di Enti Pubblici, comunicazioni stampa. Crea interviste agli artisti con giornalisti anche televisivi, manifestazioni, intermediazioni culturali tra Enti Pubblici e Artisti. Ha fondato nel 2011 il Premio Arte Pentafoglio, onorificenza orientata ad insignire annualmente Capi di Stato e di Governo, vertici delle Istituzioni Civili e Militari, Artisti, Letterati e Scienziati di chiara fama, eccellenti operatori commerciali ed economici, alti prelati e comuni cittadini che, spesso nell’ombra, si sono impegnati nel volontariato in difesa dei diritti umani, della legalità e della pace, testimoniando così la continua elevazione dell’Umanità attraverso l’operosità e la cultura. La natura del Premio Arte Pentafoglio e delle sue istituzioni è umanitaria, filosofica e morale. È dotato dell'immagine del Myosotis, fiore a cinque petali conosciuto come “Non ti scordar di me”. Si fregia della Bandiera Italiana.