L’oro verde romagnolo

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La coltivazione dell’olivo in provincia di Rimini e Forlì risale all’Età Villanoviana (X-VIII sec. a.C.) ed è sopravvissuta alla caduta dell’Impero Romano ed alle invasioni barbariche. Dopo quel periodo di flessione, la ripresa in Emilia Romagna avvenne nel Medioevo, quando i monaci diffusero l’olivo ovunque, anche sulle colline di Bologna, Piacenza e Parma. In Romagna, la coltura dell’olivo interessa soprattutto le aree collinari nel Riminese, nel Forlivese e nel Faentino, aree che custodiscono un patrimonio olivicolo di grande rilievo. Il 56% della coltura ricade in provincia di Rimini (Valli del Marecchia, Marano e Conca), il 30% in provincia di Forlì-Cesena (Valli del Rubicone, Sauro, Bidente e Montone), il 13% in provincia di Ravenna (Valli del Senio e del Lamone) e solo 1% nel Bolognese.