Enzo-Lattuca

Un bella intervista uscita sul Resto del Carlino questa mattina ci racconta che il futuro candidato sindaco di Cesena Enzo Lattuca, ex deputato che alle politiche 2013 risultò il più giovane parlamentare di tutta la storia repubblicana, si candida ma smarcandosi dal PD. Si presenterà con la lista civica “Immagina Cesena”. Una sorta di ritorno visto che si candidò alle politiche del 2013 nonostante fosse ancora consigliere comunale di Cesena, un impegno che all’epoca non portò a termine e che poi lasciò perfino con queste risibili motivazioni: “l’inopportunità di chiedere una deroga al divieto di doppio incarico stabilito dallo statuto del PD”. Non mantenere un impegno preso con gli elettori cesenati invece risultò opportuno ed oggi senza imbarazzo si ripresenta a loro. Oggi quindi si ricandida alle comunali cesenati, in quanto scaricato dal “Democratico Partito” alle recenti politiche del 2018 perché, non prendiamoci i giro, non allineato; votò no all’Italicum e Renzi non lo dimenticò. Ma soprassediamo sull’affidabilità dei legami fiduciari di molti politici nei confronti dei loro elettori dopo essere stati eletti, Alessandra Moretti, in un solo anno, dopo esser stata candidata ed eletta parlamentare, si dimise per candidarsi alle europee per poi dimettersi pochi mesi dopo e candidarsi alle regionali del veneto. Jovannotti subito dopo scrisse la canzone: “Mi fido di te”.

Non è la prima volta che i politici si candidano alle elezioni comunali smarcandosi dai loro partiti ed in alcuni casi, non accettando nemmeno il simbolo nella lista civica. È capitato a destra e a sinistra da quando migliaia di cittadini non si sono sentiti più rappresentati dai partiti tradizionali e le liste civiche sono nate come i funghi. Da quando cioè i partiti si sono allontanati dal territorio ed offerto spesso scelte politiche opposte alla volontà dei propri elettori che si sono sentiti confinati fuori dal palazzo. Questa situazione continua però a nascondere (davvero?) una contraddizione non visibile solo agli illusi o a quelli col cervello politicamente sotto sale (di Cervia). Si perché una componente politica civica e un partito tradizionale nella stessa lista elettorale restano, per la ragioni per cui sono nati o “morti”, un ossimoro politico: gli uni sono nati per la deficienza rappresentativa e di credibilità dei secondi spesso moribondi proprio per questo motivo. Non potrebbero e non dovrebbero stare insieme soluzione e causa.

Nel caso di Cesena, accadrà che gli elettori di sinistra che decideranno di votare non potranno far altro che votare un sindaco che milita in un partito che si colloca bene o male in quella posizione, magari allargata coi ”Rimastoni di Avanti Popolo” o gli “Aggiungi un post a tavola che c’è un Repubblicano in più”. Al contempo “i civici”, nati proprio in alternativa ai partiti tradizionali, non potranno far altro che votare la stessa lista che di fatto però è “un minestrone politico”. Entrambi si illuderanno di aver votato i propri rappresentanti ma gli interessi politici spesso contrapposti, saranno poi miscelati nel solito cocktail del quale nessuno riconosce più i sapori. Ma intanto altri cinque anni saranno persi per chi ha il miraggio di cambiare qualcosa.

Caro Enzo Lattuca, se hai cambiato idea, se trovi inopportuno candidarti con il tuo partito, è legittimo, ma dovresti avere il buon senso di lasciarlo pubblicamente ed intraprendere una strada politica nuova senza paracaduti o mezzucci e soprattutto portarlo poi a termine. Sei giovane ed il tuo entusiasmo potrebbe essere utile alla città di Cesena, quindi se hai deciso di cambiare, rischia, hai 30 anni. Cari “civici”, finché continuerete a sostenere politici militanti, che per l’occasione indossano il vostro vestito, anziché sostenere dei candidati civici al 100%, il cambiamento di rotta che cercate sarà solo un illusione. Il compromesso politico è una cosa, il minestrone tutt’altro.