Possibile

«Un teatro pienissimo e un corteo partecipato hanno risposto alla manifestazione fascista a Predappio, poi diventata conosciuta in Italia e all’estero per la macabra maglietta nera indossata dall’ex candidata sindaca di Budrio, in cui paragonava il campo di sterminio di Auschwitz a Disneyland.
In tantissime e tantissimi abbiamo risposto all’evento organizzato da Anpi, Libera, Arci, Cgil e Rete degli Studenti Medi e abbiamo ascoltato canti, letture e discorsi nel teatro comunale: la cultura, l’istruzione e la conoscenza sono la migliore risposta all’ignoranza, il primo antidoto al fascismo. Non si è trattato di una contromanifestazione, si è trattato di una manifestazione per festeggiare la liberazione di Predappio dal nazifascismo avvenuta il 28 ottobre 1944.
Abbiamo letto oggi, invece, parole confuse del sindaco di Predappio Giorgio Frassineti sulla giornata di domenica, parole condite da una bassa battuta sessista. Oggi, come ieri, sarebbe semplicemente bastato difendere e dare importanza a una manifestazione che si rifà alla Costituzione repubblicana, alla Resistenza, alla storia, e contrastare un fascismo che ormai non si può più definire di ritorno. E di certo era il caso di evitare battute sessiste di qualunque tipo, battute che ormai qualificano più chi le fa che chi vorrebbero colpire.
Proprio sulla “questione femminile” Possibile, il partito fondato da Pippo Civati, ha riunito sabato 27 ottobre decine di donne e uomini a Bologna: un incontro cui abbiamo partecipato e organizzato in una mattinata di interventi pubblici e un pomeriggio di tavoli di lavoro tematici.
Ha aperto i lavori la segretaria di Possibile Beatrice Brignone, che ha ricordato la volontà e l’obiettivo politico dell’incontro, di smettere di considerare le donne come minoranza, come quota o come titolo di una parte di programma elettorale: “rappresentiamo il 51% della popolazione, siamo le più brave a scuola, con competenze e capacità pari a quelle maschili, eppure lavoriamo meno, facciamo meno carriera e, a parità di incarico, guadagniamo meno”. Sono intervenuti, tra gli altri, Damiano Censi di Cesena e Cecilia Alagna di Forlì, oltre a tante persone tra cui Elizabeth Arquinigo Pardo, la ragazza nata in Perù e residente da molti anni in Italia che ha scritto una lettera aperta al Ministro Salvini in cui esprime amarezza per il suo decreto. A lei è andata la tessera onoraria di Possibile. Il pomeriggio è proseguito coi tavoli tematici su lavoro, battaglia culturale, salute e opposizione al DDL Pillon.
Una giornata conclusa con delle proposte, delle idee e lo spirito di portare avanti una battaglia che non è solo di un genere, ma che è del genere umano».

«Sosteniamo con forza le tre proposte di legge antifasciste che saranno presentate alla Camera da Luca Pastorino (LeU-Possibile) ed elaborate da Andrea Maestri, della segreteria nazionale di Possibile, e Carlo Boldrini, presidente della Consulta provinciale antifascista di Ravenna. Le tre proposte mirano ad arginare la diffusione dell’estremismo razzista, dell’odio e dell’intolleranza. La prima “disegna” l’iter di sospensione e scioglimento di organizzazioni dichiaratamente fasciste, con ideologie razziste o discriminatorie, e la confisca dei loro beni. La seconda mira a sanzionare la propaganda di ideologie nazifasciste in qualsiasi forma, comprese macabre magliette come quella di “Auschwitzland” (proposta sulla scorta della legge Fiano, non approvata in via definitiva nella scorsa legislatura). La terza prevede l’istituzione di un Osservatorio nazionale sul web per monitorare i fenomeni connessi all’uso di Internet, con lo scopo di combattere la propaganda razzista e discriminatoria online, e predisporre delle campagne di sensibilizzazione.
Viviamo in un periodo storico in cui si sta riproponendo, in vecchie e nuove forme, il fascismo, sia all’estero che in Italia: a 80 anni dalle leggi razziali e a 100 dalla fine della Prima Guerra Mondiale, che ebbe come conseguenza la nascita di fascismo e nazismo, non si può più parlare di semplici “nostalgici”. Diventa invece fondamentale la piena applicazione dei princìpi stabiliti dalla Costituzione Italiana, erede della Resistenza.
Le misure che saranno presentate riguardano direttamente anche la nostra Provincia, sempre più interessata da episodi fascisti di intolleranza, razzismo e propaganda, come ad esempio la manifestazione fascista di domenica a Predappio.
Proprio in riferimento all’episodio della maglietta “Auschwitzland” di domenica, Possibile Forlì-Cesena sostiene l’interrogazione regionale presentata dai consiglieri Igor Truffi, Yuri Torri e Silvia Prodi nel chiedere la piena applicazione delle leggi Scelba e Mancino, l’intervento diretto del governo regionale e che la Regione Emilia-Romagna presenti un esposto alla magistratura e, nel caso di processo penale, si costituisca parte civile. E siamo pienamente soddisfatti che ora anche il Comune di Cesena abbia introdotto nel Codice di Convivenza civile l’articolo che prevede che tutte le manifestazioni nei luoghi pubblici debbano ricondursi ai valori costituzionali, facendo seguito a un ampio lavoro e dibattito dell’anno scorso a cui abbiamo partecipato direttamente con proposte arrivate in Consiglio Comunale».

Possibile Forlì-Cesena