Uffici Statali a Forlì

Auspichiamo una variante urbanistica specifica per il Palazzo degli Uffici Statali che insiste nell’area circoscritta da via delle Torri e corso Mazzini, angolo con Piazza Saffi, attuale sede dell’Agenzia delle Entrate, volta alla salvaguardia e alla riqualificazione storico-culturale e commerciale di questa importante area del centro storico. Nello specifico, chiediamo al sindaco ed alla giunta di inibire l’utilizzo dei locali al piano terra e nel portico, un tempo occupati da negozi storici di Forlì (con i titolari costretti ad abbandonare e in alcuni casi chiudendo anche per sempre le loro attività), ad altra funzione che non sia quella commerciale ed artigianale. Limitando dunque la sistemazione degli uffici soltanto dal primo piano in su”: la proposta è di Fabrizio Ragni, capogruppo comunale di Forza Italia, che ha presentato un apposito questione time.
La richiesta segue la notizia che l’Agenzia delle Entrate nell’area degli ex uffici statali di piazza Saffi si appresta ad aprire uffici e attività burocratico-amministrative in quelli che un tempo erano i locali commerciali di pregio posti al piano terra dello stabile.
Gli uffici dell’Agenzia delle Entrate saranno aperti al pubblico prevalentemente di mattina, con ridotte aperture pomeridiane nell’arco della settimana. Venendo a mancare l’afflusso di cittadini è prevedibile una conseguente desertificazione sociale e turistica di quest’area strategica della città.
A nostro parere – aggiunge Ragni – la riqualificazione del centro passa anche attraverso la valorizzazione di un palazzo storico, come quello in questione, risalente agli anni Trenta e di proprietà pubblica che eredita un valore culturale e architettonico e che sarebbe riduttivo e penalizzante per la vivibilità e il pregio turistico dell’area ridurre a mero contenitore burocratico”.
La stessa Agenzia del Demanio, il 20 settembre, con la conclusione dei lavori che hanno interessato le volte e la messa in sicurezza del portico, il ripristino della pavimentazione e la rimozione delle vetrine in ferro delle pareti interne al piano terra degli Uffici Statali di Forlì, nel comunicato stampa ufficiale ha comunicato che il bene architettonico: “può tornare a essere fruibile dai cittadini” ed è stato riconsegnato “alla comunità di Forlì come luogo simbolo nel cuore della città”.
Allora chiediamo che vi sia coerenza in questo messaggio – insiste Fabrizio Ragni -. Nel programma elettorale di Forza Italia delle precedenti amministrative avevamo caldeggiato la riapertura ed il proliferare dei piccoli negozi al piano terra dei palazzi che si trovano entro le antiche mura di Forlì, attraverso incentivi, sgravi fiscali e valorizzazione pubblica degli arredi. Ed oggi ci troviamo a rilanciare lo stesso appello: si faccia parte diligente il Comune presso l’Agenzia delle Entrate, convinca l’ente a recedere del proposito di trasferire anonimi uffici burocratici dove un tempo c’erano negozi, bar, boutique e perfino l’unica rivendita di oggetti sacri di Forlì. E se non ci sarà risposta positiva si proceda con l’attivazione in tempi rapidi, straordinari, dell’iter che possa portare all’attuazione di una variante di salvaguardia con un vincolo che consenta l’apertura negli spazi al piano terra e nel portico dell’ex Palazzo degli Uffici Statali soltanto ad attività commerciali o piccole botteghe artigianali, vietandone la destinazione ad uso uffici per impieghi burocratico-amministrativi” conclude Fabrizio Ragni, che sul tema, ha presentato un apposito questione time.