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Una risposta intrisa di un intollerabile cerchiobottismo, ma soprattutto confusa e totalmente fuori tema. Il che dimostra la difficoltà della Giunta Bonaccini a districarsi quando di mezzo ci siano associazioni islamiche a cui è consentito ciò che non sarebbe permesso ad altri”. Il riferimento di Massimiliano Pompignoli, consigliere regionale della Lega, è alla risposta a firma dell’assessore regionale al welfare, Elisabetta Gualmini, a un’interrogazione sulla struttura che ospita un Centro culturale islamico a Terra del Sole, utilizzata anche come luogo di preghiera abusivo.
Mi chiedo chi voglia prendere in giro l’assessore Gualmini, non certo il sottoscritto, né il consigliere castrocarese Filippo Turchi, che ha denunciato per primo la natura del Centro islamico ‘Hena E Re’ di Terra del Sole e il suo utilizzo come luogo di preghiera. Nella risposta si conferma che questi locali non possono essere destinati a luogo di culto in quanto ubicati in una zona produttiva. La Gualmini, tuttavia, sostiene, appoggiando l’amministrazione di Castrocaro, che l’attività di preghiera è comunque possibile se svolta ‘a carattere decisamente saltuario’ o per pochi intimi. Insomma, si fa rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta, ma soprattutto l’assessore non ci spiega chi mai vada a controllare che la preghiera sia ‘a carattere decisamente saltuario’ o quanti fedeli partecipino e quali sanzioni siano previste in caso di inosservanza di questa regola che sembra inventata apposta per questo caso. Il fatto è che le amministrazioni del Pd sembrano subire, in modo succube, le pretese di queste associazioni islamiche che proliferano sul territorio senza che ve ne sia un’effettiva necessità. Amministrazioni sagge e lungimiranti andrebbero a guardarci dentro anziché giustificare e minimizzare. Esempi di irresponsabile superficialità ne abbiamo a bizzeffe in Italia e all’estero e sappiamo che ricadute possano avere. Rispedisco quindi alla Gualmini questa risposta inaccettabile, con l’auspicio che rivaluti in senso critico l’operato dell’assessore Quinto Biondi e dell’amministrazione castrocarese in questo caso specifico”.