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Esattamente vent’anni fa, il 21 settembre 1998, moriva a Rimini Clara Calamai, una delle maggiori dive del cinema italiano durante il ventennio fascista. Interpretò una cinquantina di film ma la sua figura è legata in maniera indissolubile al primo nudo che sia stato mostrato nel cinema italiano. Era il 1941 quando nel film “La cena delle beffe” di Blasetti venne proiettata l’immagine del suo seno e la cosa, vista l’epoca, fece scalpore anche se si trattò di pochi fotogrammi. Ma è stato l’ultimo film da lei interpretato a renderla popolarissima alle generazioni “più moderne”: “Profondo rosso” di Dario Argento, in cui vestì il ruolo di un’anziana attrice che uccide spietatamente le sue vittime. Un giallo mozzafiato che terrorizzò milioni di persone e che ancor oggi, a distanza di più di quarant’anni, continua a farlo. Geniale la scena dello specchio che mostra già all’inizio del film l’assassino, ma nessuno se ne accorge. Dario Argento scelse Clara Calamai per interpretare l’assassina non certo casualmente: il regista voleva infatti un’attrice di lungo corso, famosa ma ormai dimenticata per la lunga assenza dallo schermo e perché passata di moda. Ma grazie a quel film non lo sarà più, per chi almeno una volta nella vita avrà visto quel cult movie.