Come ogni tanto accade, soprattutto riguardo ai fenomeni di inquinamento che interessano l’ambiente romagnolo, il giornalismo locale offre ai suoi lettori uno spaccato di informazione “paranormale”, adatta più che altro a non pestare i piedi e a mantenere in “coma assistito” la comunità. È notizia di oggi che le acque dello storico fiume Rubicone, all’altezza del comune di Savignano, siano da qualche giorno diventate verdissime. Ecco dunque che stamattina sulla prima pagina del Corriere Romagna venga offerta l’informazione di maggior interesse pubblico: “Fenomeno Naturale”.

Il servizio all’interno occupa poi, e aggiungo io giustamente, l’apertura di pagina il cui titolo però recita: Il Rubicone diventa verdissimo ma sarebbe un “fenomeno naturale”. Ecco dunque che il fenomeno naturale “sarebbe”. È o non è? “Sarebbe” compito del giornalismo stabilirlo ed attraverso le autorità competenti, visto che ci sono e la comunità paga loro lo stipendio per il loro preziosa e pregiata competenza. È vero che nell’articolo è presente anche l’autorevole e competente spiegazione di Arpae, ma solo alla fine anziché all’inizio e soprattutto dandole meno spazio rispetto invece ad opinioni “Denoantri”. Spiegazione tra l’altro chiara come il sole, ma così l’informazione “sarebbe” stata immediata. Si è scelto invece di far precedere l’autorevole competenza da quella anonima di un cittadino seguita poi da quella incompetente del sindaco Filippo Giovannini, ingegnere edile. Il racconto anonimo di un cittadino è virgolettato e racconta che, in condizioni normali del fiume, l’acqua è acqua azzurra.

A questo punto dell’artico è comprensibile a tutti il motivo dell’anonimato, chi avrebbe il coraggio di parlare di acqua azzurra del Rubicone? Nonostante ciò l’opinione anonima ha trovato pure spazio nel sommario posto sotto il titolo: “C’è però chi ricorda che una simile intensità dovrebbe avvenire prima dell’estate”. Segue poi l’opinione del sindaco Giovannini: “Sicuramente questo colore è dovuto al caldo climatico intenso fuori stagione”. Ha ragione, quando mai in settembre ha fatto 27-28 gradi? Sulla base di quale competenza, analisi, studi sul clima il primo cittadino fornisca a un giornalista quelle informazioni è un mistero. Il cronista una volta raccolte, avrebbe avuto il dovere di domandarglielo. Magari chiedendo lui, vista la competenza, se gli scolmatori fognari presenti nel suo comune, (ovviamente anche negli altri attraversati dal fiume Rubicone) influiscono o no con i loro scarichi ad aumentare la presenza di azoto e fosforo nelle acque fluviali, sostanze che poi favoriscono la proliferazione delle alghe. No meglio non farlo altrimenti le concause di un fenomeno inquinante sarebbero distribuite sulla spalle della politica in materia di sdoppiamento fognario e riduzione della concimazione agricola intensiva. No la colpa è del caldo. Per chi volesse sapere dove e quanti sono gli scolmatori fognari di Savignano sul Rubicone eccoli qui: https://www.4live.it/2018/08/shakerare-la-scienza/ .
Alla fine dell’articolo viene proposta finalmente la risposta al fenomeno dall’unica autorità competente in materia, sulla base di regolari analisi delle acque sotterranee e superficiali e cioè Arpae. Report annuale che trovate qui: https://www.4live.it/2017/12/la-salute-delle-nostre-acque/ .

Ma solo il lettore che arriverà alla fine dell’articolo otterrà le informazioni sulle cause dell’uomo e non a caso solo nell’ultima frase dell’articolo: “…ma soprattutto alla presenza di elevate quantità di nutrienti, in particolare sali di azoto e fosforo”.
Un piccolo inciso andrebbe però fatto anche su Arpae che continua a chiamare nutrienti gli inquinanti anche se, da chi ha posseduto il piccolo chimico in su, è al corrente del fatto che tutte le sostanze prodotte e dispense nell’ambiente dall’uomo che modificano e causano cambiamenti alla flora e alla fauna (pensate ad esempio all’eutrofizzazione ed alla moria dei pesci) sono inquinamento. Voi lavorate per noi cittadini non dimenticatelo ed il vostro lavoro oltre che prezioso per conoscere i problemi e di conseguenza affrontarli, resta fondamentale, quindi non è il racconto dei fatti a creare il danno d’immagine, ma volenti o dolenti, i fatti stessi. Il mare che hanno visto decine di migliaia di turisti quest’estate in riviera con una proliferazione algale definita sui giornali come “naturale”, resta comunque un danno immenso perché quello è comunque un fatto anche se poi raccontate solo gli effetti nutrienti, che suona meglio, causati da sostanze antropiche che voi rilevate puntualmente nelle acque.