Forlì e Dante: la storia non si cancella

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A Ravenna è in corso di svolgimento la rassegna “Dante 2021. Verso il VII centenario della morte di Dante Alighieri“, che quest’anno ha come titolo “Con l’animo che vince ogni battaglia” (Inferno XXIV v. 53). Come di consueto, nel mese di settembre, la città dov’è sepolto il Sommo Poeta ha organizzato un programma che prevede incontri, concerti, letture e spettacoli teatrali di indubbio valore e capacità di coinvolgimento. Proprio prendendo spunto dagli appuntamenti previsti a Ravenna, alcuni amici mi hanno fatto immediatamente notare come le iniziative previste a Forlì in questo stesso periodo non hanno nessuna possibilità di competere con quelle della città bizantina e che l’idea di indicare Forlì come città dantesca, come da tempo Marco Viroli e il sottoscritto hanno rivendicato, è destinata a naufragare miseramente. Ho risposto loro che la disponibilità finanziaria di cui si dispone a Ravenna non è minimamente paragonabile a quella di cui può disporre l’Associazione “Direzione 21”, che si è costituita da poco proprio per affermare come l’anno 1302 Forlì fu una tappa fondamentale della vita di Dante Alighieri. Ed è su questo assunto che i forlivesi devono fare leva perché gli eventi di quel periodo, determinano la sconfitta definitiva del tentativo dei Guelfi bianchi e di Scarpetta Ordelaffi, signore di Forlì che li sosteneva, di sovvertire la situazione militare e politica di Firenze e di consentire ai tanti esuli fiorentini di rientrare in patria. Questo segnò il destino di Dante che da quel momento in poi visse come esule, con tutte le conseguenze del caso, sia economiche, sia affettive, i successivi diciannove anni della sua vita. Compreso il fatto che la Divina Commedia, l’opera letteraria ancora oggi tra le più studiate e tradotte al mondo, fu elaborata quasi integralmente in Romagna, fra Forlì e Ravenna.

È ovvio che per far emergere il legame profondo tra Forlì e Dante occorrerebbe una disponibilità di fondi ben maggiore e il coinvolgimento di personaggi del mondo della cultura, della musica e del teatro di livello nazionale e internazionale. Però è assolutamente sbagliato classificare di secondo piano le conferenze che terranno lo storico Gianluca Brusi su “Dante e la Forlì del Trecento” e la studiosa Manuela Racci su “L’eros in Dante” in programma a Palazzo Romagnoli, via Albicini 12, Forlì, alle ore 17.00 rispettivamente i prossimi venerdì 14 e 21 settembre, sia per la preparazione e la cultura che i due relatori possiedono, sia per gli interessanti argomenti che verranno trattati, nonché per il fatto che sono concittadini di cui va apprezzato il costante impegno civico e culturale. Così come di rilievo sarà la conferenza, promossa dall’Accademia dei Benigni, che terrà Giuliano Ledda, dell’Università di Bologna, su “Dante e Ovidio: memoria e riscrittura dei miti classici nella commedia”, in programma alle ore 17.00 di domenica 16 settembre, presso la Chiesa di San Donato di Polenta, dove, come si narra, Dante vi si fermò a pregare quando era ospite dei da Polenta a Ravenna.

“La figura di Dante, sostiene il professor Wen Zheng dell’Università di Pechino, è già diventata un sistema di riferimento per i cinesi in cerca della propria identità nazionale e una via d’uscita dalle crisi sociopolitiche. Nella storia mondiale è raro che, secoli dopo la sua morte un poeta occidentale abbia esercitato un influenza così profonda sul destino di un paese così lontano”.
Se questo succede in Cina perché non dovrebbe avvenire in Romagna, evitando almeno una volta i campanili, dove Dante è stato accolto e protetto dopo che non poté rientrare a Firenze perché era stato condannato a morte? La storia non si può cancellare, semmai va studiata.

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Ex sindaco di Dovadola, classe 1953, dal 1978 al 1985 dipendente del Comune di Dovadola. Come volontario in ambito culturale è stato dal 1979 al 1985 responsabile della programmazione del Cinema Saffi e dell'Arena Eliseo di Forlì e dal 1981 al 1985. Coordinatore del Centro Cinema e Fotografia del Comune di Forlì. Nel giugno 1985 eletto Consigliere comunale e nell'ottobre 1985 nominato Assessore comunale di Forlì con deleghe alla cultura e allo sport. Da quell'anno ha ricoperto per 24 anni consecutivi il ruolo di amministratore dello stesso Comune assolvendo per tre mandati le funzioni di Assessore e per due a quella di Presidente del Consiglio comunale. Dirigente e socio di associazioni culturali, sociali e sportive presenti in città e nel comprensorio. Promotore di iniziative a scopo benefico. E' impegnato a valorizzare il patrimonio culturale, storico e artistico di Forlì e della Romagna. A tale scopo dal 1995 ha organizzato una media di oltre 80 appuntamenti annuali, promuovendo anche interventi di recupero del patrimonio architettonico di alcuni edifici importanti o delle loro parti di pregio. Autore di saggi e volumi, collabora con settimanali, riviste locali e romagnole. Dirigente dal 1998 di Legacoop di Forlì-Cesena in qualità di Responsabile del Settore Servizi. Nel 1997 è stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.