Modigliana

Le Feste dell’800 nascono 22 anni fa, su un progetto dell’Amministrazione Comunale, finalizzato a diffondere, ad un vasto pubblico, la conoscenza dell’illustre concittadino Silvestro Lega e la sua vicenda umana. Arte e vita del noto protagonista della pittura italiana ed europea si svolgono, da giovedì 13 a domenica 16 settembre, nel contesto socio-culturale e politico dell’800, un secolo particolarmente importante nella storia di Modigliana.

Questo paese infatti, che fa parte in quegli anni del Granducato di Toscana, è particolarmente vivace ed attivo sul piano economico, sociale, culturale e politico, grazie all’Accademia degli Incamminati (che fra i suoi soci annovera l’elite culturale progressista della Toscana), ad una imprenditoria intelligente ed attenta alle nuove forme del capitalismo (in paese sono attive numerose filande della seta e qui nasce la prima filanda a vapore della Romagna Toscana) e all’attenzione per i problemi delle donne che lavoravano (viene istituito un asilo per i bambini). La borghesia e anche buona parte del clero ha aderito alle idee progressiste e il contributo offerto da Modigliana al Risorgimento è importante e significativo. Esemplare resta la figura del sacerdote patriota Don Giovanni Verità, noto per avere dato rifugio, nell’agosto del 1849, a Garibaldi in fuga da Austriaci e Pontifici e per la lunga, affettuosa amicizia stretta con il Generale che durò fino alla morte di quest’ultimo (come testimonia la folta corrispondenza intercorsa). Non solo Garibaldi ma molti altri patrioti trovarono rifugio a Modigliana mentre fuggivano dalle Legazioni Pontificie, protetti da tutta una comunità impegnata nella trafila. Inoltre le guerre di Indipendenza videro la numerosa partecipazione di giovani Modiglianesi, soprattutto al seguito di Garibaldi, che mantenne sempre un rapporto privilegiato con questo paese, il cui Comune intitolò a lui una strada ed acquistò il suo ritratto (eseguito da Silvestro Lega) nel 1862.

Queste le motivazioni della nascita delle Feste dell’800 che, in un paese, il quale ha intensamente vissuto questo secolo romantico ed eroico, diventano ricordo, testimonianza, narrazione, spettacolo, fantasia, scoperta e piacere. Esse vogliono promuovere la conoscenza e stimolare l’interesse per un periodo storico fondamentale per la nostra nazione e per i suoi protagonisti che fecero l’Unità d’Italia. Una caratteristica che qualifica le Feste dell’800 è l’alto spessore culturale, che non resta fine a se stesso, perché storia, arte e tradizione si trasformano in occasioni di stupore, di allegria e di divertimento attraverso l’incontro con i garibaldini, la narrazione di antiche vicende, i giochi per i più piccoli, i cibi genuini ed appetitosi, le danze, le musiche e gli spettacoli. Temi conduttori delle Feste di quest’anno sono la vicenda pittorica ed umana di Silvestro Lega e la stagione eroica del 1848. Al primo tema è legata la mostra “Dallo scrigno di Silvestro Lega, preziosi gioielli” (che espone capolavori noti ed inediti dell’artista) ed i quadri viventi; al secondo, il convegno “E successe il ’48 – Il 1848 dei Romagnoli Toscani”, la mostra di cimeli che lo accompagna e due quadri viventi, che traducono due famose opere di Odoardo Borrani “Il 26 aprile 1859” e “Cucitrici di camicie rosse” che trasmettono in modo toccante lo spirito del Risorgimento ed evidenziano il silenzioso apporto delle donne in quella eroica stagione. Una menzione particolare meritano i numerosi, spettacolari quadri viventi, prevalentemente allestiti in interni, ma anche in suggestivi angoli all’aperto del paese. Essi raccontano il percorso pittorico di Silvestro Lega, dall’Accademia al Gabbro, la sua fede repubblicana e l’impegno patriottico, la sua travagliata vicenda umana confortata dall’amicizia e dal sostegno di alcune famiglie (dove le donne svolgevano un ruolo importante). I partecipanti interessati ad una visita guidata, troveranno giovani guide disponibili ad accompagnarli. Vengono riproposti alcuni dei quadri viventi, significativi e particolarmente apprezzati, già presentati nelle edizioni passate (come “Il canto di uno stornello”, “Il pergolato”, “L’elemosina”) e allestiti dei nuovi, mai realizzati prima per la difficoltà che comportano (come “Il bindolo”, “Gli sposi novelli”, “Tiziano e Irene di Spilinbergo”). Elemento di particolare attrazione è anche il fatto che alcuni quadri viventi, come “Gli sposi novelli” e “La nonna”, possono essere confrontati con gli originali, esposti nella mostra “Dallo scrigno di Silvestro Lega, preziosi gioielli”. La disponibilità di quaranta figuranti per i quadri viventi, la confezione degli abiti (non solo per i personaggi dei quadri), la realizzazione delle scenografie, il lavoro dei truccatori e parrucchiere, la ricerca degli oggetti necessari alle ricostruzioni, costituiscono un impegno gravoso che coinvolge numerosissime persone. Ma questo enorme lavoro è compensato dal crescente successo delle Feste, che ogni anno vedono un significativo aumento del numero dei partecipanti.