Nonostante quest’anno la data in cui è possibile sospendere legittimamente il servizio di salvamento sulle spiagge della costa romagnola sia oggettivamente ricaduta “presto” nella maggioranza dei 90 km delle spiagge romagnole, il prezioso servizio di vigilanza dei salvataggi è stato sospeso. Oltre ciò andrebbero aggiunti altri due fattori importanti: le temperature sono ancora estive e la gente non manca, visto che se parliamo dell’intera costa, le presenze sono ancora decine di migliaia. L’Ordinanza Regionale Balneare però obbliga i concessionari di spiaggia ad avere questo servizio indipendentemente dalla presenza o meno di bagnanti, dal tempo, e da qualsiasi altra circostanza, solo dall’ultimo sabato e domenica di maggio per mantenerlo obbligatoriamente fino al secondo di settembre. E quest’anno è ricaduto l’8 e il 9. Prima e dopo resta a discrezione dei concessionari, a patto però che “rimangano esposte, oltre alla bandiere rosse, i cartelli in italiano, inglese, francese e tedesco recanti il seguente avviso: “Stabilimento aperto esclusivamente per elioterapia – Spiaggia sprovvista di servizio di salvamento”.

Non dimentichiamoci che questo servizio di vigilanza non si limita solo agli interventi in mare ma anche a quelli in spiaggia in caso di malori, e questo è garantito ogni 150 mt. dalla presenza di personale qualificato al primo soccorso. Un servizio da sempre molto importante dimostrato da centinaia di interventi durante la stagione e che contraddistingue la Romagna balneare. Controllo chiuso quindi nei 40 km circa delle spiagge di Ravenna, nei 9 km di Cervia – Milano Marittima – Pinarella –Tagliata per non parlare poi della capitale del turismo di massa per antonomasia, cioè Rimini. Servizio sospeso pure a Riccione. Idem Cattolica. Tutto ciò potrebbe sembrare logico vista la non obbligatorietà (non dimentichiamo che questo servizio ha dei costi a carico dei bagnini con le relative torrette, mosconi ecc. e che riguarda oltre 700 marinai di salvataggio). Ma in realtà non è così scontato. Tre esempi sono la Cooperativa dei Bagnini di Cesenatico, quella di Bellaria – Igea Marina e quella di Gatteo Mare, che oggi continuano a garantire la presenza dei salvataggi in battigia. La Cooperativa di Gatteo Mare poi, ad onore del vero, da sempre lo attiva almeno una settimana prima e lo chiude una dopo dall’obbligo imposto dall’Ordinanza Balneare. Si parla spesso di allungare la stagione balneare e quello di garantire tutti i servizi disponibili generalmente in alta stagione anche in bassa, è senza dubbio una strategia politico-turistica lungimirante, che però non tutti scelgono di attuare. C’è bagnino e bagnino.