Consiglio Comunale Forlì

«Se per cercare pretesti calunniosi utili per l’imminente campagna elettorale, il Movimento Cinque Stelle è costretto a riesumare casi inesistenti che anche il Tribunale di Forlì ha definito tali, vuol dire che l’Amministrazione Comunale di Forlì è al di sopra di ogni sospetto. Per dirla come i Consiglieri Comunali del Movimento Cinque Stelle, qui di inquietante c’è solo il modo disinvolto con cui si alimenta il sospetto sull’Istituzione. Questa volta si chiamano in causa delle interlocuzioni personali, delle “confidenze” scambiate con imprecisati membri della Giunta Comunale. Forse è il caso di riflettere su ciò che sta succedendo.

Un Consigliere Comunale e un attivista (termine arcaico per definire un libero cittadino che appoggia ideologicamente un partito politico, anche se dipendente di questa Amministrazione, e su questa circostanza si aprirebbe lo spazio per una riflessione: “è opportuno – per usare un aggettivo che piace molto ai nostri 5 Stelle quando non esiste una norma che vieti ciò che a loro non piace – che un dipendente comunale usi le informazioni di cui viene in possesso in ragione del suo incarico per fare politica?”) parlano con due Assessori dell’attuale Giunta da cui emergerebbero sconvolgenti verità di rilevanza penale, che potrebbero, inoltre, “scoperchiare il pentolone di legami e favori tra questa Giunta ed esponenti di spicco del Partito Democratico”.

Risulterebbe che il “nome del geologo Dall’Olio sarebbe stato indicato da altri due membri della Giunta stessa”, contrariamente a quanto emerso nel procedimento penale aperto presso la Procura di Forlì e, inoltre, “uno dei due assessori avrebbe aggiunto, nella sua rivelazione, di sospettare che ci potesse essere, a monte dell’incarico al dott. Dall’Olio, addirittura un accordo tra lo stesso Dall’Olio e membri della Giunta comunale di Forlì. Accordo in base al quale Dall’Olio avrebbe agito per far vincere, appunto, all’Amministrazione Comunale di Forlì, il bando europeo “S.O.S. 4 Life – Save Our Soils for Life” in cambio dell’assegnazione proprio di quell’incarico professionale”.

Per quanto riguarda la prima “rivelazione”, il Giudice delle Indagini Preliminari, nonostante l’opposizione alla richiesta di archiviazione formulata dalla pubblica accusa, ha accertato ben altro. Quanto alla seconda, “ancora più sconvolgente rivelazione”, si prega si fare particolare attenzione a cosa viene espresso nel comunicato stampa: si vorrebbe insinuare chissà quale ipotesi delittuosa partendo del fatto che uno dei due Assessori “sospetterebbe” che tra il Dr. Dall’Olio e membri della Giunta ci fosse un accordo a monte.
Cioè. Il sospetto di una persona comunicato ad un’altra persona, chissà in quali circostanze, luoghi e modalità, spinge quest’ultima a formulare un’accusa grave e infamante sulle persone e sulla città.

A parte il fatto che non si capisce come e perché, i componenti di una Giunta infamata sistematicamente dai Consiglieri Comunali 5 Stelle dovrebbero confidare paure e sospetti proprio a loro. Ma che gente è la gente che, pur di vedere affermata la propria personale suggestione di avere a che fare con un’Amministrazione marcia e corrotta e le proprie ambizioni di sostituirsi a chi governa, è disposta a ricorrere ai giudici penali per esporre visioni inconsistenti anche perché prive di alcun costrutto e supporto probatorio?
Può l’ambizione personale, alimentata da una visione sgangherata della cosa pubblica, narrata come se fosse scorta da un buco della serratura, piuttosto che essere vissuta in modo sano e corretto, arrivare a spingere le persone ad affermare l’esistenza di una fitta rete di “favori” e “clientele” del Pd nella nostra Regione e nella nostra Città, la mancanza di “meritocrazia che sta ingessando i nostri territori solo al fine di tutelare gli interessi di pochi a scapito della collettività”? Da ultima, la mistificazione estrema. Delle pronunce dei giudici.

Gli ineffabili Cinque Stelle di casa nostra sono riusciti anche a dare alle parole del Giudice che ha disposto l’archiviazione della posizione dei componenti della Giunta Comunale l’interpretazione che preferiscono. La motivazione del provvedimento di archiviazione infatti recitava “resta, comunque, un ragionevole dubbio che tali componenti dell’organo collegiale (Sindaco e Giunta, ndr) siano stati ignari dei profili di illegittimità dei provvedimenti amministrativi, in presenza di “personalità” forti ed autorevoli, che li hanno condotti a determinate dichiarazioni di voto favorevole, tenuto conto soprattutto del “ruolo gregario” svolto negli accadimenti.
A loro detta, tali motivazioni sembravano sottolineare una sorta di “sbadataggine” dei politici al governo della nostra Città, non responsabili per le loro azioni, e che firmerebbero qualsiasi cosa senza neppure leggerla. Ma attenzione, il punto chiave sta nella sottolineatura del giudice che lascia intendere che questi politici sarebbero soggetti alle pressioni di non meglio precisate “personalità”.

Questa interpretazione sembra alquanto idonea a rappresentare il modo di pensare dei Consiglieri Comunali del M5S di Forlì. Da un loro sospetto non può che nascere una responsabilità penale.
Solo una lettura sorda e cieca può ignorare che le personalità forti ed autorevoli che condussero i componenti della Giunta ad approvare la proposta di deliberazione in discorso non potevano che essere le figure tecniche che espressero i loro pareri tecnici e giuridici. E invece cosa fanno Simone Benini e Daniele Vergini? Fissando ossessivamente il proprio dito anziché la luna su cui punta, arrivano a chiedersi “chi sono questi soggetti?”.
Il rispetto per la magistratura dovrebbe risiedere anche nel dare la corretta interpretazione alle sue sentenze. Se le “personalità forti e autorevoli” fossero state altre, il procedimento penale non si sarebbe concluso o sarebbero state coinvolte altre persone.

L’Amministrazione Comunale deplora certe modalità di fare politica che poggiano solo sul dare a chi amministra del disonesto, ma soprattutto condanna chi tira per la giacca l’Autorità Giudiziaria per strumentalizzarne il lavoro a propri biechi fini elettorali.
L’Amministrazione Comunale rispetto a queste modalità di fare politica ha avuto fino ad oggi una sola imperdonabile colpa. Non rispondere nel merito di accuse infondate ribattendo colpo su colpo sulla loro insensatezza e irragionevolezza. E questo d’ora in poi non accadrà più.
La Giunta Comunale, pertanto, respingendo ogni accusa, si riserva di valutare ogni azione a tutela della onorabilità istituzionale e personale di ogni singolo componente, nelle sedi opportune».

Davide Drei, Sindaco di Forlì
Lubiano Montaguti
Maria Grazia Creta
Francesca Gardini
Elisa Giovannetti
Raoul Mosconi
Marco Ravaioli
Sara Samorì
William Sanzani