Cantiere-P.le-della-Vittoria

Perché non è stato programmato nel mese d’agosto, magari con turni di notte per accelerare il tutto, il cantiere – bis in piazzale della Vittoria che all’altezza delle Poste ha causato e sta causando il restringimento della carreggiata ad una corsia e l’imbottigliamento quotidiano dei mezzi con palpabile rischio per gli utenti deboli della strada come ciclisti e motociclisti? Perché causare un disagio di questo tipo al rientro delle ferie con i forlivesi che sono tornati in città e a pochi giorni dall’apertura delle scuole? Perché il sindaco Drei non ha vigilato sul calendario dei lavori di Hera facilitando la vita dei suoi concittadini?”: a porre le domande è il capogruppo comunale a Forlì e coordinatore provinciale di Forza Italia, Fabrizio Ragni, che si fa portavoce dei disagi delle lamentele di molti cittadini e annuncia la presentazione di un apposito question time.
Sappiano i forlivesi che i disagi arrecati con la posa della nuova rete di teleriscaldamento in piazzale della Vittoria non si concluderanno come annunciato venerdì 7 settembre, con il completamento dell’allacciamento al condominio Fiat/Poste, ma proseguiranno almeno fino alla fine del mese di ottobre, quando si prevede la chiusura della cosiddetta ‘buca di spinta’ in piazzetta Sferisterio e lo smantellamento dell’intero cantiere anche nell’area dell’ellissi alberata”: aggiunge Fabrizio Ragni.
Anche in questo caso, come in mille altri dall’inizio del mandato amministrativo di Drei, ci troviamo di fronte ad un sindaco che s’è dimostrato incapace di gestire al meglio la situazione pretendendo da Hera tempi certi nell’esecuzione dell’opera e dobbiamo anche aggiungere che da lui a tutt’oggi non è stata fornita alcune informazione certa sulla valorizzazione dei ritrovamenti archeologici emersi durante i lavori di scavo”: insiste il capogruppo comunale di Forza Italia a Forlì.
Nel corso dei lavori in piazzale della Vittoria sono emersi fra l’altro i resti del tracciato dell’antichissima via Emilia di epoca romana ed è venuta alla luce una necropoli romana risalente al I secolo dopo Cristo, con un gruppo di sepolture che custodiva i cimeli e le urne funerarie delle tombe di epoca imperiale.
Come: urne, anfore, vasetti, brocche, oggetti che urne e arnesi connessi al culto dei morti ed al rito libatorio attraverso il quale venivano profuse offerte di cibo e di liquidi. Sono stati trovati anche oggetti ludici, come pedine da gioco, ed altro ancora: lucerne, bottiglie, brocche in ceramica, chiodini in ferro da calzare, aghi in bronzo, monete.
A questi straordinari ritrovamenti il Comune, con l’organizzazione dei privati (Italia Nostra e l’Associazione culturale La Foglia) ha dedicato un incontro pubblico. Ma, visto che questa giunta comunale ha attivato la tassa di soggiorno, vorremmo sperare che a lavori conclusi venga promossa almeno una mostra fotografica a tema, magari in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia e delle Belle Arti, per trasmettere in maniera completa a cittadini e turisti l’importanza dei ritrovamenti storici e giustificare almeno nei fatti la qualifica di “Forlì città turistica” di cui si ammanta l’attuale amministrazione. Vorremmo sperare che via sia nella giunta Drei questa sensibilità culturale, ma siamo sicuri che anche questa ‘missione’ per il sindaco sia, come altre per lui, un’impresa impossibile”: conclude Fabrizio Ragni.