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Ieri sera è stata effettuata la ricognizione dei resti mortali del Santo. Le operazioni, coordinate da Mirko Traversari responsabile del progetto scientifico, si sono svolte alla presenza di don Enrico Casadio parroco di San Mercuriale; Andrea Donori responsabile della sacrestia del Duomo; Roberto Ranieri delegato vescovile del duomo di Sarsina; una delegazione del Lions Club Forlì Cesena Terre di Romagna (Massimo Fiori, Roberta Gunelli, Germano Capacci, Cesare ed Elena Campacci) finanziatori dell’operazione; di Tiziana Rambelli e Stefano De Carolis per il gruppo Ausl Romagna Cultura, l’assessore Raul Mosconi, in rappresentanza del Comune di Forlì e di Paolo Rambelli della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì.
Don Enrico Casadio ha introdotto le operazioni e successivamente ha rotto i sigilli presenti sui reliquiari per permettere l’accesso ai resti osteologici.
La ricognizione, primo passo di un articolato progetto di studio che impegnerà numerosi ricercatori e laboratori nei prossimi mesi, si è avvalsa della collaborazione di Luca Saragoni, Anatomo Patologo e di Enrico Petrella, Radiologo, entrambi afferenti al presidio ospedaliero forlivese dell’AUSL della Romagna.
L’analisi effettuata immediatamente dopo l’apertura delle urne reliquiario – commenta Traversari – ha avuto lo scopo di verificare la congruenza e lo stato di conservazione del loro contenuto, rispetto a quanto osservato nella precedente ispezione. Questa è la sesta ricognizione compiuta dal XIII secolo, la prima che vede scendere in campo avanzate metodiche laboratoristiche. E’ una grande responsabilità e al contempo un grande onore poter contribuire ad una maggiore conoscenza di san Mercuriale, carismatica figura che appartiene a tutti i cittadini forlivesi, e proprio a alla città saranno restituiti e resi noti i risultati delle indagini scientifiche, anche se per questo occorrerà un po’ di pazienza”.