Aeroporto Forlì

Ettore Sansavini, manager della F.A. Srl, la società impegnata nel rilancio dell’Aeroporto Ridolfi di Forlì, con un’intervista al Carlino ha annunciato che per il 1° aprile 2019 si dovrebbero riaccendere i motori sulla pista dello scalo di via Seganti.
Accogliamo positivamente questa notizia“, commenta Fabrizio Ragni, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale a Forlì e coordinatore provinciale degli azzurri, che parla di “un secondo segnale positivo per i manager e le importanti realtà aziendali del nostro territorio che hanno creduto nel progetto e presentato il piano di rilancio dell’avio struttura”.
Un segnale che giunge dopo il primo ok alla cordata concesso a giugno dall’Enac, l’Ente nazionale aviazione civile che ha approvato l’aggiudicazione dell’aeroporto di Forlì al gruppo di imprese private che ha partecipato al bando per la gestione, dopo il fallimento Seaf (12 milioni di passività di soldi pubblici) e la catastrofica avventura di Robert Halcombe.
Proprio perché ereditiamo queste sfortunate gestioni che oggi possiamo chiedere alla politica e soprattutto agli amministratori del Pd di starne fuori e non strumentalizzare la vicenda. Anzi chiediamo di ridurre al minimo i complimenti di facciata e lavorare duro e in silenzio nell’esclusivo interesse della città, visto che sulla strada del decollo definitivo del Ridolfi troveremo la Sab che gestisce il Marconi di Bologna e i “cugini” che gestiscono l’ex scalo militare di Rimini. Ce li troveremo come concorrenti nella “guerra dei cieli” ed alla nuova società si dovrà offrire il massimo sostegno politico amministrativo che certamente il Pd di Forlì, succube di quello di Bologna, non potrà garantire mai. Lo stesso Marco Di Maio, che canta vittoria oggi, a proposito dell’avventura di Halcombe aveva inizialmente parlato di progetto solido”: aggiunge Fabrizio Ragni.
Questa volta che il progetto di gestione ha radici nell’imprenditoria locale privata chiediamo al sindaco Drei, negli ultimi scampoli del suo mandato, di sostenerlo ai tavoli regionali nell’interesse del nostro territorio ricordandosi che il primo soggetto che ha sempre fomentato la “guerra dei cieli” è stato proprio Bologna, la società di gestione dello scalo contraria all’integrazione con gli scali di Forlì e Rimini. E allora si verifichino subito le annunciate disponibilità a investire da parte della giunta Regionale nelle infrastrutture a servizio del Ridolfi e vedremo con i fatti se questo sostegno diventerà concreto, e non solo una mera promessa sulla carta“.
Vada all’incasso, Drei, con i suoi “amici” del Pd di Bologna – aggiunge l’esponente azzurro -. E noi a Forlì come Centrodestra non ci siamo mai azzardati a rinunciare a questa importante infrastruttura. Anzi, ne abbiamo sottolineato l’importanza strategica per tutto il comprensorio, intravedendone l’opportunità di lavoro a favore di imprese e cittadini e nello sviluppo dell’indotto. Un vero e proprio volano a supporto dell’attività di promozione turistica non soltanto forlivese e delle splendide città d’arte del nostro comprensorio, ma anche per la riviera e l’entroterra cesenate e ravennate. Territori che si sono pronunciati già favorevolmente in favore del rilancio del Ridolfi“: conclude Fabrizio Ragni.