Dino Amadori

In merito alla notizia ripresa dai principali organi di stampa nazionali ed internazionali riguardante l’autorizzazione, da parte dell’Agenzia Europa per i Medicinali (EMA), all’utilizzo dei primi due “farmaci” prodotti con la tecnologia CAR, è intervenuto il professore Dino Amadori (nella foto), presidente dell’Istituto Oncologico Romagnolo e direttore scientifico emerito Irst Irccs. Di seguito la dichiarazione rilasciata e pubblicata direttamente sulle pagine social dello Ior.
Si tratta di una terapia completamente nuova, che utilizza i linfociti-T dello stesso paziente caricati, tramite tecniche di ingegneria genetica, di sostanze capaci di riconoscere gli antigeni che le cellule del tumore esprimono e aggredirle ovunque esse si trovino. Leucemie e linfomi sono al momento le neoplasie più facili da trattare dal punto di vista immunologico. Per i tumori cosiddetti solidi esiste qualche difficoltà in più, ma non si tratta di un ostacolo insuperabile: è lecito pensare che nel giro di 3-4 anni anche questa tipologia di malattie potrà essere trattata in maniera adeguata con la medesima tecnica. Anche noi, all’Irst Irccs, disponiamo di una cell factory che sta lavorando per somministrare questo tipo di terapia, ma ci vorrà ancora un po’ di tempo: per utilizzare tali farmaci dobbiamo prima assicurarci di poterlo fare in condizioni di estrema sicurezza per il paziente“.
I farmaci approvati attualmente sono il tisagenlecleucel, utile nel trattamento di leucemia linfoblastica acuta a cellule B in giovani e bambini e il linfoma diffuso a grandi cellule B negli adulti, e axicabtagene ciloleucel, per pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B e con linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B.