Forlì inquinata

«La termovalorizzazione dei rifiuti urbani è parte integrante e valore aggiunto del sistema di trattamento dei rifiuti. La raccolta differenziata, che si prefigge l’obiettivo primario del recupero della materia è fondamentale; ad essa, non essendo possibile recuperare il 100% dei rifiuti prodotti, sono tuttavia complementari altre forme di gestione.
Lo stesso trattamento della raccolta differenziata, peraltro, produce molti scarti da trattare in impianti di termovalorizzazione, consentendo così un recupero energetico alternativo ai conferimenti in discarica.
Considerando che i rifiuti urbani costituiscono solo il 20% dei rifiuti complessivamente prodotti, Hera desidera inoltre ricordare che, per la restante percentuale, i propri impianti operano anche al servizio delle imprese per gestire i rifiuti derivanti, inevitabilmente, dai loro processi produttivi. La termovalorizzazione, dunque, ha anche l’obiettivo di offrire a queste imprese una soluzione sostenibile, non soltanto dal punto di vista ambientale ma anche economico, a favore di più competitività, più risorse e più lavoro.
Giova ricordare che la termovalorizzazione è molto diffusa in Europa, dove sono attivi oltre 450 impianti di incenerimento dei rifiuti collocati a volte anche all’interno dei centri urbani: paesi come Svezia, Finlandia, Danimarca, conferiscono nei termovalorizzatori oltre il 50% dei loro rifiuti. I dati ufficiali dell’Istituto Superiore per la ricerca e la protezione ambientale, inoltre, attestano che le fonti rilevanti delle emissioni in atmosfera sono in particolare il riscaldamento e il trasporto, mentre la termovalorizzazione dei rifiuti fornisce un contributo del tutto marginale.
In questo contesto, l’impianto di Forlì, al pari di tutti gli altri gestiti dal Gruppo Hera, è tecnologicamente all’avanguardia e produce emissioni nettamente inferiori a quelle previste dalla normativa europea.
Hera guarda con favore a un dibattito pubblico e aperto con il Wwf e con chiunque abbia voglia di farlo in modo serio e costruttivo, partendo dal presupposto di un’analisi puntuale e precisa costruita su dati scientifici corretti.
A questo scopo, esiste una metodologia oramai consolidata, denominata Life Cycle Assessment (LCA), che consente di misurare il ciclo di vita di un prodotto o di un servizio in termini di impatto ambientale».

Gruppo Hera Spa