Laura-Stradaroli lista un sogno per meldola

La signora Stradaroli aveva ragione: l’importo richiesto per il risarcimento relativo all’ex distilleria, con interessi e rivalutazione al 31 maggio 2018, è pari a 33.424.506 euro: calcolato da professionisti del settore che hanno tenuto conto non solo del danno diretto, ma anche del mancato guadagno sull’opera e sui mancati affitti oltre a tutte le spese sostenute in 15 anni”. A convalidare le affermazioni della candidata sindaco della lista civica “Un sogno per Meldola” in merito alla sentenza del Consiglio di Stato è l’attuale amministratore e legale rappresentante della società Porcellana Castello (all’epoca Teodorico). “Nel mese di luglio abbiamo intimato al Comune con due diffide consecutive – avvalendoci dello studio legale bolognese Roversi Monaco -, di ottemperare con urgenza e senza indugio al giudicato della sentenza entro 30 giorni”. Il primo cittadino di Meldola (che teme il commissariamento dato l’importo del risarcimento) ha definito le affermazioni come “deliranti”. Ma, a quanto pare e secondo la documentazione consegnata dall’imprenditore, il timore per un collasso amministrativo e/o finanziario del Comune di Meldola, potrebbe in futuro essere preso in considerazione.
Gli attuali amministratori sanno perfettamente qual è la situazione – spiega l’amministratore – inutile che ora dichiarino il contrario, perché già nel settembre 2016 è stata inviata una lettera al sindaco Gianluca Zattini, della quale il Consiglio Comunale è a conoscenza, compresi i rappresentanti di opposizione, dove manifestavamo il disappunto per essere stati tenuti in panchina con promesse che il primo cittadino aveva fatto durante il primo mandato. Nel documento gli veniva ricordato, infatti, di aver ereditato ‘una mega causa relativamente al recupero dell’ex consorzio/Martini, che lui stesso aveva promesso di affrontare durante un eventuale secondo mandato’: cosa mai avvenuta”. Secco il no comment dell’imprenditore bolognese, attualmente presidente di Centroplast Holding (che, per la cronaca, è riuscito a bloccare il trasferimento dell’attuale Saica in zona Forlimpopoli fino al 2024, salvaguardando per il momento 220 posti di lavoro a Meldola), perché dopo 15 anni di tormentata e dispendiosa diatriba, non rilascia dichiarazioni in merito ad una vicenda che non lo vede più amministratore della società a cui fanno riferimento i fatti. “Nel testo della lettera inviata al Sindaco si ricorda a Zattini il bando emesso per cinque nuovi supermercati alimentari, che successivamente fu ridotto in tre e poi a uno, perché si era reso conto che, con la nuova attività, si sarebbe saturata la capacità ricettiva del territorio. Ma il vero motivo del contendere, secondo l’imprenditore, è la realizzazione di un nuovo Conad Bidente sull’ex terreno dello suocero di una dipendente dell’ufficio Urbanistica del Comune di Meldola. Lo stesso assessore Ermanno Giunchi si è recato in Provincia per discutere e presentare due progetti in merito a questa realizzazione”. Sempre secondo quanto riportato nel documento, era in fase di studio da parte dell’amministrazione meldolese l’acquisizione di un tratto della nuova SP4, dalla rotonda (monumento ai carabinieri), ai terreni di proprietà privata, fino alla proprietà CIA/Conad inserendoli tutti, sia all’interno del territorio urbanizzato sia all’interno del perimetro del centro abitato. Il tutto comprensivo di una seconda rotonda che oggi non potrebbe essere costruita in quanto il Regolamento Provinciale proibisce di costruire due rotatorie a distanza così ravvicinata. “Il progetto CIA/Conad ovviamente doveva favorire l’entrata e l’uscita del supermercato diversamente inaffrontabili – ribadisce l’amministratore di Porcellana Castello – ma rimaneva in sospeso una questione: l’intervento da realizzare prevedeva una costruzione di circa 3000 mq, quindi la licenza di Conad Bidente attualmente di 600 mq di supermercato che fine avrebbe fatto? Sarebbe stata aumentata? Non lo abbiamo mai saputo perché, a due anni di distanza dalla lettera, nessuno ha risposto. Ma guardando le recenti delibere di Consiglio Comunale abbiamo scoperto che la licenza in questione è stata aumentata da 600 a 1.500 mq. Quindi l’ipotesi dell’imprenditore non era peregrina”.