rifiuti

Mi è giunta voce, poi confermata da altri, che da piazza Saffi di Forlì sino ai confini con la Toscana, percorrendo le sponde del Rabbi, taluni amministratori locali, partecipi di Alea SpA, nuovo gestore della raccolta e trasformazione dei rifiuti, si sarebbero incontrati su una sommità rupestre, dominante la vallata del Duce, per discutere di certe problematiche, relative alla “monnezza” sul territorio: tutta colpa di una petizione, ampiamente sottoscritta da tanti residenti della vallata, riottosi ad accettare le nuove direttive “monnezzare” di Alea SpA.
Certo, una voce è solo una “vox populi”, ma una “vox populi”, più volte confermata, può risultare prossima alla “vox veritatis” perché fortemente indiziaria di una difficoltà dell’amministrazione locale, quella di veder contrastato il proprio progetto, non privo di business, sulla gestione della spazzatura.
Perché contrastare un disegno, nato dalle competenze “monnezzare” di una società, appositamente costituita per porre mano al sudiciume? Perché dare ascolto alla petizione di cittadini, incautamente ignari quanto la spazzatura richieda competenze politiche di alto profilo? Eppoi, diciamolo senza esitazione, basta con questo “populismo del rusco”!
Insomma, i residenti riottosi sulle sponde del Rabbi sono preoccupati da quel summit di amministratori locali, svoltosi in una cantina rocchigiana alta tra libagioni di “sanzves” e saporite grigliate alla brace. Non basta, numerosi impertinenti cittadini osano persino azzardare l’ipotesi di un conflitto d’interessi “monnezzaro” tra il ruolo degli amministratori pubblici e quello, coincidente col precedente, di azionisti partecipi di Alea SpA.
Come si fa a dubitare, ancora una volta, di chi tanto si adopera per il bene comune, fiore leggiadro possibile anche dalla spazzatura comunale!