ambulanza

Mentre sono in corso lavori di ristrutturazione con cantieri già in atto al pronto soccorso di Forlì e altri progetti sono in procinto di essere realizzati al Morgagni/Pierantoni, personale infermieristico-sanitario e cittadini scontano problemi anche gravi. Quali? Alcuni li elenca il capogruppo comunale e coordinatore provinciale di Forza Italia Fabrizio Ragni che spiega: “Per esempio in questi giorni c’è il problema delle ambulanze lasciate in sosta senza tettoie sotto il sole cocente di una stagione estiva fra le più calde del secolo. Il fortissimo surriscaldamento dei mezzi può danneggiare la strumentazione e la carrozzeria, rendendo la vita difficile anche al personale a bordo oltre che al paziente, ovviamente. Ma, soprattutto, registriamo il problema di un’unica auto medicalizzata (cioè con medico a bordo) del 118 in tutta l’area forlivese, quando la normativa ne prevede una ogni 50mila. Per avere un raffronto Cesena ne ha 2, Rimini e Ravenna ne hanno 3 l’una. Anche a Forlì c’è la disposizione regionale per 2 auto, ma di fatto – da quello che riferiscono fonti interne – in caso di allerta codice rosso in strada ne scenderebbe una soltanto con medico a bordo”.
“Sempre a Forlì ci sono solo 3 ambulanze con infermiere di giorno che diventano 2 di notte per le emergenze con infermiere a bordo, mentre le altre ambulanze disponibili dispongono soltanto di due autisti, non abilitati al soccorso in caso di emergenza. Nelle località periferiche del comprensorio forlivese sono di base due ambulanze rispettivamente a Meldola e Santa Sofia. A Premilcuore c’è un’ambulanza soltanto con un infermiere del reparto della locale struttura che all’occorrenza viene utilizzato anche per le emergenze. Altrove, per esempio: nel tratto fra Forlì, Predappio e San Zeno non ci sono ambulanze di stanza localmente, con il risultato che in caso di incidente ed emergenza, per le allerta in codice rosso extraurbano, si deve attendere l’arrivo di un mezzo da Forlì con i disagi e i tempi lunghi che tutti possono bene immaginare”: elenca ancora Fabrizio Ragni.
L’esponente di Forza Italia rilancia la denuncia del presidente nazionale della Società italiana sistema 118, il dottor Mario Balzanelli, che poche settimane fa ha ricordato come a causa dei tagli alla sanità pubblica vi siano in servizio sempre meno ambulanze attrezzate per gli interventi più critici e, nei piccoli centri collinari o di periferia, come nel caso della nostra provincia, in caso d’incidente in assenza di mezzi di pronto soccorso nemmeno le forze dell’ordine sono sempre disponibili, complici gli altri tagli recenti inferti al budget della polizia stradale.
“Denunciamo il fatto che le ambulanze medicalizzate siano troppo poche ed anche il numero assoluto delle ambulanze è troppo basso per un territorio come quello dell’area dei comuni forlivesi. I disagi sono non soltanto nei tempi di attesa più alti in caso di soccorso, ma anche quelli derivati dall’inadeguatezza numerica degli organici medici e infermieristici che non possono così assicurare al paziente diagnosi e terapia in tempi rapidissimi”: aggiunge Ragni.
Il capogruppo comunale e coordinatore provinciale di Forza Italia Fabrizio Ragni evidenzia “la necessità di una maggiore attenzione per i territori e per le esigenze dei cittadini” e chiede “che la riorganizzazione territoriale e ospedaliera dell’area dell’Ausl Romagna in materia di 118 sia rivista, con particolare riguardo all’area collinare – montana, così da consentire servizi sanitari e di soccorso di alta qualità anche nelle zone considerate periferiche senza – come accade oggi – che vengano penalizzati i cittadini”.
Fabrizio Ragni lancia anche un appello al nuovo ministro della Salute affinché possa avviare un dibattito sulla necessaria riforma e potenziamento del 118 e che venga uniformata la situazione a livello nazionale fra Nord e Sud e all’interno di ogni provincia fra tutti i Comuni. Il livello di soccorso, assistenza e cura in caso di emergenza deve essere uguale per tutti i cittadini e vorremmo che il personale sia messo sempre nelle condizioni di fare la differenza tra la vita e la morte”: conclude il capogruppo comunale e coordinatore provinciale di Forza Italia.