Controllore-autobus

«Il rincaro degli abbonamenti decisi da StarRomagna è un macigno sulle spalle delle famiglie e di chi usa di più gli autobus, ossia gli studenti e chi risiede più lontano da Forlì.
Il trasporto pubblico per loro è indispensabile e i costi per gli abbonamenti erano già molto alti. Per far funzionare il trasporto pubblico locale occorre avere una visione ampia sulla mobilità e sui costi di gestione che non possono ricadere solo sugli utenti finali, ma occorre integrarli con i ricavi della sosta e delle multe. Perché se da un parte aumenta il costo degli abbonamenti, dall’altra si favorisce il trasporto privato ed inquinante promuovendo l’assurda idea della sosta gratis nel centro storico.
In questo quadro privo di una visione complessiva del Trasporto Pubblico Locale, Start Romagna registra perennemente un bilancio in negativo, nonostante i contributi ricevuti da ciascun comune. Sia chiaro, si può accettare un’azienda in perdita e di compensarne le perdite con le altre aziende della Livia Tellus, ma è necessario avere come ritorno un servizio pubblico accessibile a tutti.
La colpa del rincaro viene spostata sui comuni di ampiezza minore delle vallate che non hanno pagato la loro quota per la riduzione dei costi per gli utenti, ma allora l’Unione dei Comuni a cosa serve? Ci dovrebbe essere solidarietà per il raggiungimento di obiettivi comuni. Invece ci si appiattisce su semplici dinamiche di spartizione, a discapito dei cittadini.
Dall’altra parte, le risorse pubbliche vengono sprecate in progetti faraonici e non necessari, per esempio il comune di Forlì vuole spendere 2 milioni di euro per un sistema di videosorveglianza e, in questi anni, ha buttato (e potrebbe rischiare di ributtare?) fiumi di denaro per mantenere l’aeroporto (poi chiuso lo stesso).
Più in generale è vero che le risorse che lo Stato versava ai comuni (soprattutto più piccoli) sono state tagliate (per finanziare le banche e le grandi e inutili opere), ma la mancanza di risorse è dovute anche all’incapacità di gestirle e a visioni privatistiche dei beni pubblici. Si preferiscono dispendiosi interventi per prendere qualche consenso in prossimità delle elezioni, ma si tralasciano le necessità reali dei cittadini».

Potere al Popolo di Forlì