rifiuti

«La sezione dei Medici per l’Ambiente di Forlì-Cesena ha salutato da subito con grande favore e soddisfazione la nascita di Alea società in house per la gestione dei rifiuti urbani. Con Alea finalmente la raccolta dei rifiuti è stata separata dal loro smaltimento. Queste due funzioni erano gestite da un’unica multiutility che non poteva avere alcun interesse nel ridurre la quantità dei rifiuti, guadagnando maggiori profitti proprio dal loro incenerimento.

Il sistema della raccolta “porta a porta” con tariffa puntuale, che Alea sta implementando nel nostro territorio, non è una novità dell’ultima ora, ma l’unico metodo che da decenni ha dimostrato, se correttamente applicato, di ridurre i rifiuti, rispettare la vera economia circolare, aumentare notevolmente i posti di lavoro ed, infine, di diminuire le bollette dei cittadini. Ma ancor più delle bollette a noi medici (e riteniamo anche ai cittadini forlivesi) interessa il diritto alla salute: ridurre i rifiuti che vanno ad incenerimento è il primo passo per eliminare gli inceneritori, che restano comunque, anche se di ultima generazione, “industrie insalubri di classe prima”.

Sui danni alla salute provocati dagli inceneritori (vecchi e nuovi) esistono decine di pubblicazioni scientifiche che denunciano la correlazione con l’aumento di gravi malattie per le persone che vivono nelle loro vicinanze, anche per quanto riguarda il nostro territorio. Già nel 2005, ben 409 medici forlivesi e con essi il professore Lorenzo Tomatis, chiesero con un atto notorio che non si raddoppiasse la potenzialità degli inceneritori e si avviasse la raccolta dei rifiuti “porta a porta”. Ora quella richiesta inizia a realizzarsi e vede finalmente il Comune di Forlì capofila di una virtuosa gestione dei rifiuti.

I Medici per l’Ambiente si battono per il diritto alla salute, con lo sguardo rivolto alle future generazioni ed alla tutela dell’ambiente: chi diffonde ed alimenta polemiche contro la raccolta porta a porta dimentica che viviamo nella Pianura Padana, il territorio più inquinato d’Europa e che gli inceneritori contribuiscono in maniera determinante a tale inquinamento. Occorre riprendere il controllo del nostro territorio, lottando contro questa insensato spargimento di veleni da parte di ben due inceneritori. La possibilità che abbiamo è quella di affamarli, riducendo al massimo i rifiuti da bruciare e favorendo, pur con qualche iniziale disagio, la raccolta porta a porta, per rispettare prima di tutto il diritto alla salute per noi e per i nostri giovani».

Medici per l’Ambiente – ISDE Sezione di Forlì-Cesena