Siamo alla vigilia di una settimana a tutto softball. Da lunedì 20, Forlì ospiterà la Première Cup di softball, il più importante trofeo continentale riservato alle squadre di club. Organizzata per la prima volta nel 1978, questa Coppa Campioni della “palla soffice” è quindi giunta alla 41°edizione. Forlì l’ha organizzata già due volte, l’ultima nel 2003, esattamente quindici anni fa.

Nel “piccolo” mondo del batti e corri femminile, si tratta di una manifestazione con numeri di rispetto. Nove le squadre partecipanti, 40 le partite spalmate nell’arco della settimana, 147 giocatrici, 13 arbitri, 9 classificatori e addetti alle statistiche, un numero imprecisato di volontari che collaborano con l’organizzazione per la perfetta riuscita del torneo.

Tutti i match sono in programma nell’area del Polisportivo “Buscherini”. C’è un campo principale, quello “storico” costruito negli anni ’80: il diamante è in terra rossa, la recinzione esterna a 70 metri, è illuminato. Solo per la coppa, ci sarà un altro terreno di gioco, collocato nell’area a nord est: le barriere sono a 68 metri, il diamante (fatti salvi ovviamente i cuscini) è in erba, e per segnare i punti è stato per l’occasione riesumato il vecchio tabellone segnapunti in legno, quello che il Sc Forlì ha adoperato fino al 1997.
La prima coppia di partite si disputerà lunedì 20 alle 10,00 di mattina: Therwil – Bussolengo (campo principale) e Carrousel – Olympia Haarlem (campo 2); gli ultimi match della fase regolare sono in calendario venerdì 24 alle 12.30: Hoboken Pioneers – Caroussel (campo principale) e Forlì – Tolone (campo 2). A quel punto la classifica dirà chi sono le prime quattro, che poche ore dopo, alle 17.30, daranno il via alle ultime quattro partite, quelle che decidono il podio.

La finale è programmata per sabato 25 alle ore 16,00.
Le squadre partecipanti sono: Specchiasol Bussolengo ITA; Poderi dal Nespoli Forli ITA; Olympia Haarlem OLA; Zraloci Ledenice CEC; Mannheim Tornados GER; Hoboken Pioneers BEL; Therwil Flyers SVI; Les Comanches Tolone FRA; Carrousel Tichkovo RUS.
LE PARTITE DI FORLI’ – Il calendario della Poderi dal Nespoli Forlì nella prima fase:
Lunedì 20: Forlì – Therwil (14,30) / Hoboken – Forlì (20,30)
Martedì 21: Mannheim – Forlì (15,30) / Forlì – Ledenice (20,00)
Mercoledì 22: Forlì – Carrousel (15,00) / Olympia Haarlem – Forlì (20,00)
Giovedì 23: Bussolengo – Forlì (20,00)
Venerdì 24: Forlì – Tolone (12,30).

Il Softball Forlì è alla sua decima presenza nella Coppa Campioni. Per tre volte l’ha vinta: Haarlem 1997, Macerata 2002, Haarlem 2007. Per due volte l’ha organizzata ma ha mancato il successo: nel 1998 è arrivato un argento dietro le olandesi di Bussum, nel 2003 fu bronzo, con eliminazione in semifinale per opera delle russe del Carrousel che poi persero la finale contro le Haarlem Sparks.
Vincere la Premiére Cup sui diamanti di casa è l’ovvio sogno della società forlivese. La formazione allestita appare davvero competitiva e si basa sul gruppo italiano che ha vinto lo scudetto 2017; a loro si è aggiunta Erika Piancastelli, nata a Modena e cresciuta negli Stati Uniti, talento riconosciuto del college softball e della Nazionale azzurra; infine ci sono tre americane: Annie Aldrete, Emily Vincent, Carley Hoover.
La concorrenza è forte e a sua volta non ha lesinato gli sforzi. Bussolengo e olandesi saranno le rivali di prima fila, mentre céche e belghe sono le storiche outsider della manifestazione.

L’ingresso nell’area di gioco è gratuito. Si tratta di un gioco semplice nella sua apparente difficoltà; vero, le regole di gioco sono molte e puntigliose, ma lo scopo del gioco rimane elementare, battere una pallina e correre facendo il giro del diamante. Le dinamiche di gioco sono spettacolari e divertenti, è uno sport che sa dosare lentezza e agonismo, momenti di attesa e scatti brucianti. C’è tempo per godersi la partita e allo spettatore non è richiesta attenzione continua; eppure distrarsi potrebbe essere un peccato, perché una partita può risolversi con un solo lancio, una battuta, un errore.
Un incontro dura in media 100′: abbastanza lungo per appassionarsi, abbastanza breve da non stufarsi; vuoi mettere con le tre ore e passa del baseball?
Il softball non è uno sport a durata prefissata: una partita finisce quando sono stati eliminati 21 battitori avversari. Non importa se sei sotto nel punteggio, finché hai battitori hai speranza. Non esiste perdere tempo, non c’è “melina”, il “batti e corri” è lo sport in cui teoricamente c’è sempre l’occasione del riscatto, e questo è il senso profondo del perché gli americani lo hanno assimilato nella propria cultura popolare. Infine, si tratta di una Coppa Campioni. E si gioca a Forlì, Città dello Sport 2018.

Alla vigilia della 41° Première Cup di softball, la Poderi dal Nespoli Forlì ha completato i propri ranghi. Sono rientrate dai mondiali nipponici le tre giocatrici azzurre, Cacciamani Piancastelli e Ricchi, e sono arrivate anche le americane. Forlì ne schiererà tre come da regolamento della manifestazione: si tratta di una conferma, di un felice ritorno, e di un esordio.
La conferma è Annie Aldrete, la californiana che è con la squadra forlivese da inizio stagione. Ingaggiata soprattutto per le sue qualità di ricevitore, Aldrete si è rivelata un formidabile battitore. Nel campionato italiano è la miglior fuoricampista, è conosciuta e temuta (12 basi intenzionali ricevute), ma è soprattutto una giocatrice competitiva e dotata di gran tecnica, certamente ben costruita negli anni di college prima a Tennessee e poi a Berkeley, due università con eccellenti programmi di softball.
Aldrete è nota anche per fare parte di una famiglia veramente benedetta dal talento per il “batti e corri”: il padre Richard è arrivato alle “leghe minori” dei Milwaukee Brewers, mamma Tisha ha giocato molto bene a livello di Junior College, il fratello Carter è stato “opzionato” dall’organizzazione dei Boston Red Sox quando ancora faceva la high school, ma la superstar indiscussa è zio Mike Aldrete, che ha giocato 11 stagioni in Major League ed attualmente è il coach di prima base degli Oakland Athletics.

Il felice ritorno è Emily Vincent, la lanciatrice nativa della Louisiana che con la Poderi dal Nespoli ha già disputato la stagione 2016. Fu l’anno del terzo posto in Première Cup (edizione svoltasi a Ronchi dei Legionari) e della seconda finale scudetto consecutiva persa contro Bussolengo. La stagione di Vincent fu brillantissima: non solo si dimostrò un lanciatore all’altezza, ma se possibile fu perfino meglio nel box, miglior battitore stagionale di Forlì. E’ una giocatrice versatile e disciplinata, conosce la squadra e l’ambiente, conosce benissimo Piancastelli perché giocavano insieme a McNeese University: detta in breve, è l’innesto perfetto per la squadra romagnola.

La novità assoluta è Carley Hoover, tesserata esclusivamente per la coppa. Nata in Carolina del Sud, ha iniziato il college a Stanford ed è poi passata a Louisiana State. Nei primi anni universitari era un prospetto incredibile, sembrava attesa da una carriera sensazionale, e anche se poi non ha raggiunto livelli da superstar del softball fa comunque parte del gruppo della nazionale Usa, con cui ha giocato la Coppa del Mondo 2016 (argento); non è stata però convocata per i recenti Mondiali in Giappone. Lanciatrice destra dotata di controllo, precisione e disciplina, i suoi grandi mezzi atletici (è alta 1.86) le consentono di tirare sassate a oltre 70 miglia orarie. Ci sono le premesse perché sia una delle giocatrici più interessanti della Première Cup.