Gabriele Zelli

«Nei giorni scorsi ho partecipato alla presentazione, che si è tenuta a Milano Marittima, della mostra “Ottocento. L’arte dell’Italia tra Hayez e Segantini” che sarà allestita nei Musei San Domenico nel 2019. A parere degli organizzatori sarà una rassegna originale e innovativa che declinerà le migliori espressioni artistiche nei primi cinquant’anni anni di Unità d’Italia. L’arco temporale indicativo di copertura della mostra andrà dal 1861, l’anno in cui fu sancita l’unità del nostro paese, al 1911, con l’impresa della Guerra italo-turca che porterà alla conquista della Libia.
Al di là del valore delle opere che saranno esposte e del sicuro richiamo di visitatori, per la città di Forlì e per la Romagna sarà un’occasione, a mio avviso, anche per ricordare il ruolo avuto dai nostri antenati in quel periodo cruciale per la storia nazionale ed europea. A partire dal fatto che fu fondamentale l’apporto della Romagna alle lotte risorgimentali. Non a caso alcuni storici sostengono che senza i romagnoli il Risorgimento non ci sarebbe stato, essendo stata questa terra il crocevia degli eventi principali. In particolar modo quelli dall’Ottocento in poi, a partire dalla Repubblica Romana del 1849, alla Settimana rossa di Pietro Nenni e di Benito Mussolini del 1914, fino alla Resistenza, alla Costituzione e all’attuale Repubblica. A conferma del protagonismo romagnolo è importante segnalare che nel 2019 ricorrerà il 200° anniversario della nascita di Aurelio Saffi, triunviro della Repubblica Romana, il 170° della morte di Anita Garibaldi a Mandriole di Ravenna, oltre che della Trafila Garibaldina, durante la quale i patrioti romagnoli misero in salvo Giuseppe Garibaldi e il tenente Leggero.
Forlì, quindi, come città del Risorgimento. A tale proposito posso già anticipare alcune iniziative che intendo portare avanti con l’aiuto e la collaborazione di diverse associazioni, nonché di amiche e amici che amano la città. Con l’apporto fondamentale della storica Flavia Bugani, darò alle stampe una guida della Forlì del Risorgimento, dove saranno citati i tanti patrioti e combattenti per l’Unità d’Italia. A partire da Piero Maroncelli (1795-1846), esponente della carboneria e per questo processato insieme a Silvio Pellico e poi imprigionati allo Spielberg, fino a Carlo Matteucci (1811-1868), fisico di grande fama nonché nel 1862 Ministro della Pubblica Istruzione del Regno d’Italia nel governo presieduto da Urbano Rattazzi. Da Aurelio Saffi (1819-1890), importante esponente dell’ala repubblicana incarnata da Giuseppe Mazzini, di cui è considerato l’erede politico, a Giovita Lazzarini (1813-1849), Ministro di Grazia e Giustizia della Repubblica Romana. Nella guida saranno indicati inoltre i luoghi dove questi ed altri personaggi sono nati e vissuti, o dove sono ricordati. Un itinerario molto interessante anche per i visitatori della mostra che potranno così conoscere un tratto saliente di Forlì.
Preannuncio fin d’ora che con l’aiuto da Marco Viroli rievocheremo la Trafila Garibaldina, percorrendo un tratto dell’itinerario che ha interessato Forlì, con una camminata in notturna il 15 agosto 2019. Si partirà, accompagnati dalle musiche risorgimentali suonate dal Trio Iftode, dalla zona di via Bertarina, dove Garibaldi e il tenente Leggero, aiutati dai patrioti forlivesi che avevano chiesto la fattiva collaborazione ad alcuni contrabbandieri locali (gli “spalloni”) attraversarono i fiumi Rabbi e Montone e successivamente il confine tra lo Stato Pontificio e il Gran Ducato di Toscana nella zona di Ladino. Anche in questo caso tutto il tragitto della Trafila potrebbe attrarre un turismo di tipo storico-culturale sempre più diffuso che, da San Marino a Cesenatico, da Ravenna a Forlì, da Terra del Sole a Dovadola, dal Monte Trebbio a Modigliana, può ripercorrere una delle più esaltanti storie patriottiche che vide protagonisti i romagnoli e nel contempo toccare luoghi di grande interesse storico, culturale, naturalistico ed enogastronomico.
In questo contesto sarebbe importante riallestire il Museo del Risorgimento, ora perennemente chiuso in alcuni locali di Palazzo Gaddi. Occorre crederci e organizzarsi da subito».

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Ex sindaco di Dovadola, classe 1953, dal 1978 al 1985 dipendente del Comune di Dovadola. Come volontario in ambito culturale è stato dal 1979 al 1985 responsabile della programmazione del Cinema Saffi e dell'Arena Eliseo di Forlì e dal 1981 al 1985. Coordinatore del Centro Cinema e Fotografia del Comune di Forlì. Nel giugno 1985 eletto Consigliere comunale e nell'ottobre 1985 nominato Assessore comunale di Forlì con deleghe alla cultura e allo sport. Da quell'anno ha ricoperto per 24 anni consecutivi il ruolo di amministratore dello stesso Comune assolvendo per tre mandati le funzioni di Assessore e per due a quella di Presidente del Consiglio comunale. Dirigente e socio di associazioni culturali, sociali e sportive presenti in città e nel comprensorio. Promotore di iniziative a scopo benefico. E' impegnato a valorizzare il patrimonio culturale, storico e artistico di Forlì e della Romagna. A tale scopo dal 1995 ha organizzato una media di oltre 80 appuntamenti annuali, promuovendo anche interventi di recupero del patrimonio architettonico di alcuni edifici importanti o delle loro parti di pregio. Autore di saggi e volumi, collabora con settimanali, riviste locali e romagnole. Dirigente dal 1998 di Legacoop di Forlì-Cesena in qualità di Responsabile del Settore Servizi. Nel 1997 è stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.