Tunisia, Egitto, Libia e Algeria, fonti delle Primavere arabe indebolite da regimi locali per portare alla caduta di Governi tranne uno: il Marocco. Una la risposta: Mohammed VI, Re del Marocco. Modernizzatore che già dal 30 luglio 1999, giorno del suo insediamento sopra trono, propone di attuare una commissione atta a valutare eventuali violazioni dei diritti umani. Inferiormente il suo regno sin da subito viene approvata la riforma di diritto di famiglia, atta a concedere maggiori diritti alle donne, ed è anche riconosciuta la lingua berbera quale ufficiale del Marocco. Oltre alle autorità, Fatima Baroudi Console Generale del Regno del Marocco per la Circoscrizione Sicilia – Calabria – Puglia, impegnatissima agli onori di casa aiutata dalla nipote, ha ricevuto il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese e Maria Stella Pucci di Benischi, questa presidente dell’istituto Suggestioni Mediterranee accompagnata dalla sua vice Caterina Conigliaro; e ancora Gianluca Pipitò, a capo del progetto Zyz La Splendente. Tra le preziosità culinarie alla cena si è rivelato apprezzatissimo, soprattutto dagli italiani presenti, il raffinatissimo the alla menta marocchino.

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Paolo Battaglia La Terra Borgese (Piazza Armerina, 28 luglio 1960) è un critico d'arte italiano. Cura, per conto di pittori e scultori, quotazioni ufficiali, critiche d’arte, pubblicazioni, libri, bibliografie, mostre in enti pubblici e privati, l’acquisizione di opere d’arte nel patrimonio artistico di Enti Pubblici, comunicazioni stampa. Crea interviste agli artisti con giornalisti anche televisivi, manifestazioni, intermediazioni culturali tra Enti Pubblici e Artisti. Ha fondato nel 2011 il Premio Arte Pentafoglio, onorificenza orientata ad insignire annualmente Capi di Stato e di Governo, vertici delle Istituzioni Civili e Militari, Artisti, Letterati e Scienziati di chiara fama, eccellenti operatori commerciali ed economici, alti prelati e comuni cittadini che, spesso nell’ombra, si sono impegnati nel volontariato in difesa dei diritti umani, della legalità e della pace, testimoniando così la continua elevazione dell’Umanità attraverso l’operosità e la cultura. La natura del Premio Arte Pentafoglio e delle sue istituzioni è umanitaria, filosofica e morale. È dotato dell'immagine del Myosotis, fiore a cinque petali conosciuto come “Non ti scordar di me”. Si fregia della Bandiera Italiana.