scuola

«Sulla questione del c.d. blocco dei fondi per l’edilizia scolastica che ha tenuto banco in questi giorni sugli organi di stampa e che interessa anche le scuole e i comuni del forlivese, mi preme fare un po’ di chiarezza. Come già accaduto altre volte, dal giorno in cui si è insediato questo Governo, l’opposizione fa tanto rumore per nulla.
Senza voler entrare nel merito delle polemiche lanciate, lo dico subito forte e chiaro: i soldi per la manutenzione delle scuole ci sono e la risposta del Governo all’iniziale blocco delle risorse è arrivata nel giro di pochi giorni. Questo Governo non ne aveva colpa alcuna e la situazione è stata rapidamente chiarita oltre che risolta.
In Senato, infatti, è stato approvato in commissione affari costituzionali un emendamento contenuto all’interno del Decreto milleproroghe, provvedimento oggi all’ordine del giorno dell’Aula e approvato poche ore fa, che ha sanato la situazione.
Desidero perciò ricordare a chi in questi giorni ha lanciato allarmi a sproposito, accusando questo Governo e il ministero della Pubblica Istruzione di voler bloccare quasi di proposito i fondi, che la situazione venutasi a determinare è stata creata proprio dal Pd nella scorsa legislatura.
I Dem hanno infatti varato la legge di bilancio, l’atto legislativo di politica economica più importante per il Paese (legge 11 dicembre 2016, n. 232 Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019) senza verificare se alcune previsioni in esso contenute fossero corrette dal punto di vista costituzionale.
Tutto questo ha determinato il ricorso della Regione Veneto dinanzi la Corte costituzionale che con sentenza n. 74 dello scorso 18 aprile ha dichiarato l’illegittimitá proprio dell’art. 1 della legge di bilancio, che disponeva la creazione del Fondo per l’edilizia scolastica e ne autorizzava tramite decreto (decreto n. 1007/2018) la spesa.
Nonostante ciò la sinistra ha addossato ad altri (a noi – ndr) il mancato finanziamento della messa in sicurezza degli edifici scolastici. Dopo la sentenza il ministero dell’Economia e finanze ha quindi agito “in via cautelare” bloccando le risorse in attesa del parere della stessa Corte che potesse chiarire il regime di applicabilità della pronuncia, ovvero se escludesse i finanziamenti alle scuole e dunque se fosse legittimo provvedere ai finanziamenti individuati nel decreto 1007/2018 del MIUR. Occorre rimarcare però una cosa: la situazione non riguarda solo l’edilizia scolastica, ma l’intero fondo investimenti di tutti i ministeri. Il Mef non ha perciò concesso la disponibilità delle risorse, in attesa della definizione della questione.
Una vicenda questa chiaramente nota a tutti i più alti livelli politici, proprio quelli che in questi giorni hanno alzato i toni e si sono fatti sentire chiedendo a gran voce una sanatoria della legge che questa maggioranza, nel frattempo, aveva già realizzato, approvando l’emendamento in questione in commissione affari costituzionali del Senato.
Al netto delle solite polemiche strumentali create ad hoc per nascondere le responsabilità del precedente governo, resta una positiva conclusione della vicenda.
Grazie ad un lavoro di squadra e ad una pronta attivazione degli esponenti di questa maggioranza parlamentare siamo intervenuti con rapidità perché l’unico modo per sbloccare i fondi era un emendamento al decreto legge proroga termini per superare il vizio di incostituzionalità. Cosa che abbiamo fatto subito.
Voglio perciò lanciare un messaggio a quegli amministratori locali, con cui ho preso contatti e che in questi giorni hanno mostrato giusta apprensione per la vicenda: i progetti previsti per il risanamento e l’ammodernamento delle scuole andranno avanti.
Lo dico da docente universitario prima ancora che da esponente politico: la sicurezza delle scuole non è né di destra né di sinistra, ma è un diritto dei nostri bambini e una battaglia che non deve vedere “bandierine” di alcun tipo.
Ecco perché andrà avanti il mio impegno per il territorio e l’interesse verso temi così sensibili come la sicurezza delle scuole e degli alunni. Allo stesso modo il mio impegno quotidiano nelle aule parlamentari continuerà in questa direzione, garantire presenza per meglio poter rispondere ai bisogni, informare ed intervenire prontamente nell’interesse esclusivo del bene per il territorio».

Carlo Ugo de Girolamo onorevole Movimento 5 Stelle