Carcere di Forlì, Ugl: “Situazione insostenibile, il nostro appello al sottosegretario Morrone”

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Concludere al più presto il completamento dei lavori per la realizzazione del nuovo carcere di Forlì al Quattro e velocizzare il trasferimento dei detenuti, per poter liberare finalmente lo splendido complesso architettonico della Rocca e riassegnarlo come bene pubblico alla città“: questo l’appello lanciato sabato mattina da Alessandro De Pasquale, segretario nazionale dell’UGL Polizia Penitenziaria.
Il sindacalista – che ha incontrato la direttrice della casa circondariale Palma Mercurio e il comandante Michela Zattoni – ha portato le istanze degli agenti di polizia penitenziaria (sono 100 a fronte di 130 detenuti su una capienza massima di 126) alle prese con il sovraffollamento e manifestando solidarietà agli operatori che da anni devono affrontare disagi di una struttura che necessità di importanti lavori di ristrutturazione, al contempo ringraziandoli per l’impegno profuso quotidianamente per assicurare l’efficacia e il funzionamento del carcere cittadino: appena pochi giorni fa è stato catturato un detenuto in fuga. Sulla questione carceri a Forlì De Pasquale ha trovato il sostegno del segretario generale provinciale dell’Ugl di Forlì-Cesena-Rimini-Ravenna, Filippo lo Giudice.
Il segretario nazionale Ugl Polizia Penitenziaria De Pasquale sostiene la necessità di aumentare il personale penitenziario in forza alla vecchia casa circondariale di Forlì (ed in grave carenza d’organico) anche per sostenere i carichi di lavoro previsti con l’apertura del nuovo padiglione femminile e chiede un impegno straordinario delle istituzioni per superare le vicissitudini (il ritrovamento di reperti archeologici e poi di quelli bellici) e lo stallo (controversie con alcune ditte costruttrici e la risoluzione dei contratti) che hanno portato a rinviare sempre più nel tempo l’apertura della nuova struttura del Quattro, oggetto anche di furti a causa dello stato di abbandono.
Dal 2005 si attende il nuovo carcere, il vecchio, che già è un edificio ‘antico’ e dunque con carenze strutturali, viene lasciato sempre di più com’è: ormai fatiscente. Una vicenda troppo lunga che ha creato disagi non solo a detenuti, al personale ed agli operatori di vigilanza ma anche alle imprese edili locali. Da anni l’Ugl caldeggia il necessario recupero a fini storico-artistici-museali dell’intera Rocca di Caterina Sforza”: ha ricordato Filippo Lo Giudice.
Forlì rientrava nell’ultimo censimento dei 40 istituti penitenziari italiani pronti o quasi pronti e mai utilizzati – afferma il segretario nazionale Ugl Polizia Penitenziaria Alessandro De Pasquale -. Un’incompiuta a tutti gli effetti. A Forlì sono state gettate le fondamenta per una prigione da 400 posti. L’opera doveva aprire i battenti nel 2005, poi la data slittò al 2011, poi la ditta edile è fallita e i lavori si sono fermati: soldi pubblici andati in fumo. E’ uno scandalo. E calcolando l’iter del nuovo bando il nuovo penitenziario di Forlì non sarà pronto prima del 2020”.
Si deve fare il possibile per far partire e concludere i lavori del nuovo carcere nel minor tempo possibile e lanciamo un appello al sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone, affinchè il governo metta in campo ogni azione utile per sbrogliare questa situazione, e rafforzare immediatamente l’organico della Polizia penitenziaria , sottoposto ad oggi a turni di lavoro massacranti, alle prese con una struttura che versa in uno stato d’uso ormai deteriorato”: conclude il segretario nazionale Ugl Polizia Penitenziaria Alessandro De Pasquale che ne approfitta per elogiare l’operato di tutti gli agenti in servizio, la direttrice dell’istituto e il comandante.