Piazza Guido Da Montefeltro

«Ridicole le accuse al Governo e alla maggioranza: il rinvio a chissà quando dei finanziamenti a cui aveva attinto anche il Comune di Forlì è stato votato all’unanimità da 270 senatori presenti fra i quali Renzi, Richetti, Grasso ecc. Non possono neppure invocare il colpo di mano: il testo è stato discusso e approvato in Commissione, prima di andare in aula e tutti dovevano sapere cosa stavano facendo. In Parlamento occorre stare attenti, studiare, perdere tempo con i dossier se no si fanno figurette. Forli però è rimasta esclusa perchè i progetti presentati non sono stati in grado, per la loro pochezza, di far giungere la città nel primo gruppo e per questo la città era rimasta esclusa dalla graduatoria del bando delle periferie, come avevamo allora pronosticato con tanto di comunicati, lettere al Sindaco ecc..
Solo l’estensione prelettorale di Renzi dei finanziamenti a tutte le città per guadagnare un po’ di voti aveva fatto rientrare anche la paccottaglia forlivese con la divertente attribuzione del merito… al deputato locale. Adesso la nuova maggioranza con il convinto appoggio del PD e di LeU rinvia tutto e Forlì si trova al palo.
Ridicoli quelli che in queste ore se la prendono con la maggioranza. Infine chi ha un minimo di esperienza sa che a meno di improbabili accordi generali un decreto difficilmente viene modificato in seconda lettura per poi tornare di nuovo nell’altro ramo del Parlamento: si rischia la sua decadenza soprattutto in un periodo come questo di Camere chiuse per ferie. Quindi le roboanti promesse di battaglia alla Camera sono fasulle e lo sa per primo chi le annuncia. Il problema è che la città risulta incapace di progettare il proprio futuro, puntando su progetti seri e rigorosi.
Per cercare di rimediare a tanta disfatta suggeriamo di utilizzare i soldi che ci sono. Si usi quindi subito milione e mezzo di euro disponibile e in cassa dal 2006 che aggiunti ai 500 mila già stanziati dalla Fondazione consentendo la riqualificazione di tutta piazza di Guido da Montefeltro, compresa la demolizione della “Barcaccia”. Li si usi dunque secondo quanto stabilito dal DM del 2016, senza cercare altre improbabili rimodulazioni. Si faccia quindi l’intero recupero a giardino di tutta la piazza concludendo cosi il quinquennio senza ulteriori danni. Infine si faccia chiarezza sul maccherone del Santarelli, coi soldi richiesti e ottenuti due volte su cui l’assessora ai lavori pubblici ha richiesto poche settimane fa un’altra “rimodulazione”, a cominciare dalla destinazione del tutto priva di fondamento e del tutto estranea alle finalità stabilite dai donatori».

Federazione dei Verdi di Forlì-Cesena