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Nell’area Forlivese sono in funzione almeno due ambulanze, a Santa Sofia e nel comune di Modigliana, che hanno superato i dieci anni di attività e il limite di impiego di 300mila chilometri. Dovrebbero essere declassate e sostituite da mezzi nuovi, ma l’Ausl Romagna preferisce spendere più soldi in manutenzione. Il costo medio di un’ambulanza è di 80/90mila euro e sommando i costi continui di manutenzione appare evidente che converrebbe autorizzare l’acquisto di nuovi mezzi, quelli in funzione sono stati costretti a fermarsi per riparazione guasti”. A segnalare il problema è il coordinatore provinciale di Forza Italia, Forlì–Cesena, Fabrizio Ragni. L’esponente azzurro segnala una diversa e migliore gestione del parco ambulanze nei territori del Cesenate e di Rimini da parte dell’Ausl Romagna.
Nel Forlivese, a Faenza e nel Ravennate si scontano i problemi testé evidenziati. Una discriminazione di fatto che penalizza queste località e le comunità montane, periferiche. Nel Cesenate, in particolare, i mezzi vengono fatti ruotare con maggiore frequenza nell’arco del quadriennio e meglio articolati nel ordinamento con la Croce Rossa. Queste disparità di trattamento sono a nostro parere inaccettabili se si considera che l’Ausl Romagna è nata per uniformare prassi e procedure dei servizi all’insegna dell’ottimizzazione delle risorse”: contesta Fabrizio Ragni.
Il coordinatore provinciale di Forza Italia, Forlì–Cesena aggiunge un’altra criticità: “Nell’ambulanza della Misericordia di San Benedetto in Alpe nel servizio estivo (da giugno a settembre 2018, con presenza di infermiere del 118 a bordo che si affianca ai volontari) è del tutto assente il monitor/elettrocardiografo per la trasmissione in tempo reale alla Cardiologia di Forlì dei dati del paziente soccorso e trasportato a bordo. In ambulanza c’è soltanto il defibrillatore automatico. L’elettrocardiografo permetterebbe di diagnosticare immediatamente la gravità della crisi coronarica durante l’intervento in soccorso di un paziente, così da poterlo trasportare subito all’Unità di terapia intensiva cardiologica, cui nel frattempo sarà stato inviato per via telematica il referto dell’elettrocardiogramma. La riduzione dei tempi in casi urgenti è fondamentale per salvare la vita al paziente, evitandogli di sostare in Pronto soccorso per gli approfondimenti diagnostici. Stiamo parlando di una strumentazione che salva e allunga la vita, e restituisce pari possibilità di cura ai cittadini dell’entroterra: l’ambulanza della Misericordia di San Benedetto in Alpe copre infatti il territorio collinare da Modigliana fino a Bocconi”: spiega Fabrizio Ragni.
Se anche nell’ambulanza della Misericordia di San Benedetto in Alpe fosse installato a bordo il monitor/elettrocardiografo gli operatori del 118 potrebbero trattare i casi nell’immediato nel modo più appropriato, secondo le indicazioni dei cardiologi dell’ospedale in collegamento diretto, guadagnando tempo prezioso. E’ necessario correggere questa insufficienza e provvedere all’attivazione di questa strumentazione dal costo (15 mila euro, circa) comunque alla portata di un ente come l’Ausl Romagna. Attendiamo risposte certe e chiediamo si provveda prima che accada il peggio”: conclude Fabrizio Ragni.