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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del Comitato di Quartiere Romiti.
«Dispiaciuti ed amareggiati ma fiduciosi e consci di aver sollevato e portato a conoscenza dei cittadini questa problematica esistenza del costi sostenuti dai Quartieri troppo alta per quanto riguarda la SIAE. Il Comitato di Quartiere Romiti ha nel suo “DNA” come missione dichiarata già nel primo discorso di insediamento del 15 dicembre 2015, il dare in beneficenza il ricavato derivato dagli eventi organizzati,alle scuole in particolar modo ma anche ad altre situazioni che ne necessitano di aiuti in modo trasversale.

La SIAE, quando scrive nell’articolo a pagina 5 del Corriere Romagna del 29 giugno che non era stata a conoscenza della natura di destinazione dei ricavi a favore di sostegni in beneficenza non è assolutamente corretta perché invece è proprio la prima richiesta che gli è stata fatta così per quanto riguarda Romiti in Festa del 7, 8, 9, 10 giugno, lo si vede ben in rilievo nei manifesti, e come in diverse altre precedenti richieste fatte, che si possono verificare in qualsiasi momento. Innumerevoli sono le citazioni sui quotidiani e i ringraziamenti avuti per le donazioni fatte dal Comitato di Quartiere Romiti oltre cinquanta fra articoli di giornali e lettere.

Da “Il dono dei Romiti a Rieti. Partiti due camion carichi di beni di prima necessità” a “A Caldarola rinasce il parco giochi grazie ai Romiti” ricordando la lettera di ringraziamento del 20 marzo 2017 del Comune di Monte Cavallo a nome del sindaco Pietro Cecoli per la donazione avuta nel sostegno alle popolazioni colpite dal sisma del 2016. Lettera avuta anche dal sindaco del comune di Caldarola del 22 marzo 2017. Si Ricorda anche la lettera di ringraziamento del dirigente dell’istituto scolastico comprensivo n.5 per le donazioni avute alle scuole Materna, primaria, e media e tantissime altre.

Fiduciosi perché il problema sollevato riguarda tutti i quarantun quartieri del Comune di Forlì che hanno espresso attraverso comunicazione nella quasi totalità il loro assenso nel chiedere una richiesta di normativa che tenga conto della natura volontaria di associazioni non riconosciute quali i quartieri senza scopo di lucro che operano in modo trasversale per il bene comune del territorio. Basterebbe anche riprendere l’accordo ANCI con una percentuale maggiore di sconto. Molti Quartieri che non fanno più eventi, a discapito delle tradizioni territoriali, ne riprenderebbero la consuetudine con un tornaconto per tutti i soggetti in questione. La necessità di risoluzione della problematica va estesa a tutti i Quartieri che vi sono in campo nazionale.

L’apertura dimostrata comunque dalla SIAE attraverso l’incontro avuto fra dirigenti SIAE, quartiere, rappresentante amministrazione comunale fa ben sperare in un dialogo aperto che possa arrivare alla stesura o modifica migliorativa dei regolamenti vigenti in favore di una risoluzione positiva».