Preliminari elettorali a Forlì

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È bastato l’annuncio, tanto atteso, della non ricandidatura di Davide Drei a sindaco di Forlì perché subito iniziassero le prime manovre per le prossime elezioni amministrative nella primavera 2019. Dal vecchio establishment ai novelli populisti e sovranisti in salsa romagnola tutti i protagonisti della vita politica cittadina già fiutano l’aria e si annusano alla ricerca di eventuali affinità per possibili alleanze o patti.
Siamo nella fase delicata, diplomatica, sicuramente anche un po’ ruffiana, dei preliminari, preambolo di più intensi, futuri amori politici: qualche ex vicesindaco sta tessendo la rete di adesioni, utile alla costituzione di una lista civica; presso lo studio di un noto professionista forlivese si è presto completata una tavola rotonda di notabili, gente di “peso e voce”, incerti se partecipare o solo indirizzare la prossima campagna elettorale; la rete cattolica solidaristica, sempre attenta a chi le concede parole e spazio, ha cominciato a soppesare ogni schieramento o movimento.
Nei prossimi giorni sino a poco dopo Ferragosto molta politica forlivese preelettorale comincerà a dire la sua sotto gli ombrelloni sulle spiagge da Milano Marittima a Cesenatico.
Sicuramente, c’è ancora tempo da qui alle elezioni amministrative, ma bisogna muoversi per tempo, le circostanze lo impongono: occorre definire gli schieramenti; va capito se sarà una competizione bipolare tra centrodestra e centrosinistra, ciascuno con le sue “liste e listarelle” fiancheggiatrici di comodo, oppure se sarà un confronto tripolare con la corsa a parte del falso giacobinismo pentastellato.
Il PD è consapevole del rischio di una possibile sconfitta, il centrodestra sa bene che solo l’unità delle sue componenti può avviarlo verso una possibile, storica vittoria: il primo sa di doversi impegnare in un recupero di credibilità e consenso, soprattutto drenando, pure attraverso liste civiche collegate, il voto moderato e quello fuoriuscito a sinistra.
E, ancora, sarà possibile l’alleanza locale Lega-M5S, come riflesso dell’attuale intesa gialloverde di governo?
Soprattutto vanno individuate le figure giuste, opportune dei candidati sindaci, occorrono, infatti, persone autorevoli e propositive, ampiamente trasversali sull’elettorato, quindi non divisive né appiattite sul rigore dello schieramento o del movimento: non è un compito facile, bisogna andar cauti, questo vale per il PD, dove, certo, non c’è ressa per candidarsi sindaco, ma per altri motivi vale pure per il centrodestra e il M5S.
La prossima tornata amministrativa dovrà anche proporre da subito all’elettore buone squadre di governo della città, i recenti trascorsi comunali lo impongono.