Pesche in Festa

Nel corso delle serate dal 19 al 22 luglio si svolgerà a San Martino in Villafranca una nuova edizione di “Pesche in festa“, la manifestazione ideata dall’Associazione Culturale San Martèn e dal locale Comitato di Quartiere che da qualche anno consente di fare il punto su una delle principali coltivazioni del nostro territorio e dell’intera Romagna. Per guardare al futuro è sempre necessario avere un quadro, seppur abbozzato, del passato.
Risale al 1926 la pubblicazione della “Monografia Industriale di Forlì”, un volume nel quale l’autore Ettore Casadei fotografa in modo esauriente la situazione produttiva della zona di Forlì in ogni campo. A proposito della frutticoltura l’autore annota che “non si può disconoscere l’importanza di questa branca agricola” che nel circondario interessava le seguenti superfici: frutta polposa ettari 5.800 (per un totale di 12.700 quintali di raccolta), mele e pere cotogne 3.700 (22.400 q.), olive 100 (300 q.), uva a coltura promiscua 46.379 (127.069 q.), uva a coltura specializzata 825 (27.830). L’estensore della pubblicazione dava poi conto dei 250 quintali di mandorle che venivano raccolte e sottolineava che “nel contempo però si deve notare che manca nettamente un indirizzo industriale capace di assicurare un buon reddito, perché gli agricoltori non hanno saputo, a tutt’oggi, orientarsi verso la specializzazione e la scelta di varietà adatte alla natura dei nostri terreni; né si sono ancora indotti e creare associazioni di vendita e di esportazione della frutta. Di conseguenza mancano nel forlivese speciali tipi da potersi imporre sui mercati ed i mezzi atti ad assicurarne un regolare rifornimento”. È interessante evidenziare che in quegli anni si stava registrando un “buon incremento alla coltura del pesco ed a quella del ciliegio nella sua varietà detta “del fiore”. Esistono, infatti, pescheti di recente impianto o già in fruttificazione, degni di elogio e di studio, che rendono bene perché ben curati e razionalmente trattati. A seconda della giacitura dei terreni, prosegue Ettore Casadei, nel piano si può coltivare con sicuro profitto, oltre al pesco, il melo ed il susino specialmente di qualità americana. Nelle nostre colline prosperano bene l’albicocco ed il pesco”.
Ed oggi, a distanza di novant’anni e dopo decenni di incremento della coltura del pesco che però non “rende bene”, che accorgimenti occorre prendere?

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Ex sindaco di Dovadola, classe 1953, dal 1978 al 1985 dipendente del Comune di Dovadola. Come volontario in ambito culturale è stato dal 1979 al 1985 responsabile della programmazione del Cinema Saffi e dell'Arena Eliseo di Forlì e dal 1981 al 1985. Coordinatore del Centro Cinema e Fotografia del Comune di Forlì. Nel giugno 1985 eletto Consigliere comunale e nell'ottobre 1985 nominato Assessore comunale di Forlì con deleghe alla cultura e allo sport. Da quell'anno ha ricoperto per 24 anni consecutivi il ruolo di amministratore dello stesso Comune assolvendo per tre mandati le funzioni di Assessore e per due a quella di Presidente del Consiglio comunale. Dirigente e socio di associazioni culturali, sociali e sportive presenti in città e nel comprensorio. Promotore di iniziative a scopo benefico. E' impegnato a valorizzare il patrimonio culturale, storico e artistico di Forlì e della Romagna. A tale scopo dal 1995 ha organizzato una media di oltre 80 appuntamenti annuali, promuovendo anche interventi di recupero del patrimonio architettonico di alcuni edifici importanti o delle loro parti di pregio. Autore di saggi e volumi, collabora con settimanali, riviste locali e romagnole. Dirigente dal 1998 di Legacoop di Forlì-Cesena in qualità di Responsabile del Settore Servizi. Nel 1997 è stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.