Hotel della Città di Forlì

Nei giorni scorsi la città di Ivrea è stata considerata dall’Unesco patrimonio industriale del XX secolo. Del paese natale di Camillo (1868-1943) e Adriano Olivetti (1901-1960) è stato preso in considerazione il carattere urbanistico, culturale e industriale raccontato dagli edifici e dagli stabilimenti un tempo cuore pulsante della fabbrica in cui fu realizzato il primo personal computer al mondo. Ivrea non ha mura e cinte medievali, non ci sono meraviglie naturali ma si caratterizza attraverso gli edifici moderni progettati tra gli anni Trenta e Sessanta dai migliori architetti al mondo chiamati da Adriano Olivetti per realizzare un disegno alternativo, rispetto alle urbanizzazioni che all’epoca venivano realizzate ovunque, per fare della località la città ideale della rivoluzione industriale e affinché si affermasse una concezione umanistica del Novecento. Ora Ivrea è il primo sito Unesco che coinvolge una porzione intera di territorio con architetture del secolo scorso.

Dal 1947 al 1954 a dirigere l’ufficio architetti dell’Olivetti fu chiamato Annibale Fiocchi (Milano 1915 – Ivrea 2011) con il compito di sovrintendere o progettare molti degli interventi che completarono lo stabilimento di Ivrea, le costruzioni Ina-casa di due quartieri del luogo, la colonia Olivetti a Marina di Massa e il palazzo uffici di Milano progettato con Marcello Nizzoli e Angelo Bernasconi. Terminato il rapporto con Adriano Olivetti l’architetto Fiocchi aprì un suo studio e nella veste di progettista venne incaricato dall’imprenditore forlivese Bruno Ugolini a disegnare l’immobile di via Maceri che tutti chiamiamo “Universal”, che fu sede della ditta Tendicollo Universaal (con due a come si può ancora leggere sul posto) e dell’albergo-ristorante Universal.

Siamo nel 1960 circa, a Forlì l’Hotel della Città e l’adiacente edificio sede della Fondazione Garzanti, entrambi voluti da Aldo Garzanti, sono stati appena costruiti su progetto di Giò Ponti (Milano 1891-1979), l’architetto, il designer, il saggista e l’accademico italiano che ha condotto una carriera unica, partecipando alla rinascita del design italiano nel dopoguerra. Ecco perché per la progettazione di un altro luogo similare, che, dal punto di vista dello stile architettonico non poteva essere da meno, venne chiamato un altro grande architetto. Purtroppo l’attività imprenditoriale della ditta Tendicollo Universaal e quella alberghiera ebbero vita breve. Seguirono anni in cui l’immobile di via Maceri fu utilizzato per scopi diversi fino al definitivo abbandono oltre 15 anni fa. Dalla sua costruzione non è mai stato sottoposto a una qualsiasi manutenzione determinandone un progressivo degrado. Tanto che, sia per le condizioni strutturali in cui si trova, sia per la posizione, circondato com’è da altri immobili che non fanno apprezzare le linee architettoniche, sia perché si contano sulle dita di una mano coloro che sanno che è frutto dello stile di Annibale Fiocchi, nessuno trova da obiettare sul fatto che i nuovi acquirenti potranno demolirlo salvando solo i graffiti dell’artista forlivese Irene Ugolini Zoli.

La ditta Tendicollo Universal produceva un dispositivo per mantenere la giusta curvatura del colletto delle camicie, cioè una coppia di piccole stecche rettangolari o trapezoidali da inserire nella parte inferiore della vela del colletto. A brevettare il tipo di tendicollo, in particolare quello trapezoidale, che veniva prodotto a Forlì, fu Giuseppe Tadonio, nato a Cava de’ Tirreni nel 1923, ma dal 1940 cittadino forlivese. In città si è fatto conoscere anche come valente pittore fino alla sua morte avvenuta nel 1966.
La ditta Tendicollo Universaal sostenne finanziariamente per alcuni anni la gara internazionale a cronometro individuale organizzata dall’Unione Sportiva Forti e Liberi dal 1958 al 1979, alla quale parteciperanno nel corso degli anni i più forti ciclisti della specialità. Non a caso L’ ordine di arrivo della prima gara vide vincitore Ercole Baldini, “il treno di Forlì”, davanti allo svizzero Rolf Graf e al francese Jaques Anquetil. A quella gara assistettero centomila persone.

La Rubrica Fatti e Misfatti di Forlì e della Romagna è a cura di Marco Viroli e Gabriele Zelli

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Ex sindaco di Dovadola, classe 1953, dal 1978 al 1985 dipendente del Comune di Dovadola. Come volontario in ambito culturale è stato dal 1979 al 1985 responsabile della programmazione del Cinema Saffi e dell'Arena Eliseo di Forlì e dal 1981 al 1985. Coordinatore del Centro Cinema e Fotografia del Comune di Forlì. Nel giugno 1985 eletto Consigliere comunale e nell'ottobre 1985 nominato Assessore comunale di Forlì con deleghe alla cultura e allo sport. Da quell'anno ha ricoperto per 24 anni consecutivi il ruolo di amministratore dello stesso Comune assolvendo per tre mandati le funzioni di Assessore e per due a quella di Presidente del Consiglio comunale. Dirigente e socio di associazioni culturali, sociali e sportive presenti in città e nel comprensorio. Promotore di iniziative a scopo benefico. E' impegnato a valorizzare il patrimonio culturale, storico e artistico di Forlì e della Romagna. A tale scopo dal 1995 ha organizzato una media di oltre 80 appuntamenti annuali, promuovendo anche interventi di recupero del patrimonio architettonico di alcuni edifici importanti o delle loro parti di pregio. Autore di saggi e volumi, collabora con settimanali, riviste locali e romagnole. Dirigente dal 1998 di Legacoop di Forlì-Cesena in qualità di Responsabile del Settore Servizi. Nel 1997 è stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.