Il sindaco Vincenzi disse: “Sia luce!” E luce (non) fu

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La gestione dei parcheggi, sia gratuiti che a pagamento da parte di una amministrazione comunale, nonché quale idea di mobilità privilegiare in una località balneare, determinano la qualità della vacanza dei turisti e di conseguenza la competitività turistica di un paese. La politica su sosta e mobilità della giunta gattese Vincenzi&Co, in un “mandato e mezzo”, non ha però offerto cambiamenti di rilievo come invece è avvenuto in altri settori politico amministrativi. Tra gli esempi di “Im-Mobilità” politica abbiamo il caso del parcheggio turistico di Gatteo Mare Due, area demaniale concessa per 30 anni dal Comune di Gatteo ad una associazione comprendente alcune decine di alberghi. Una gestione che purtroppo continua, nella miopia generale, ad essere negligente, inetta, fantozziana.

Oltre al degrado delle erbacce, dell’immondizia e di una recinzione lato ferrovia divelta da tre anni diventata passaggio per chicchessia, il fatto più ridicolo è determinato dalla mancata accensione dei lampioni durante le ore notturne. Già due estati fa succedeva che questo parcheggio turistico rimanesse al buio e che sfruttasse le scarse luci dell’adiacente secondo piano del parcheggio pubblico e un po’ di quelle lungo la banchina ferroviaria della stazione di Gatteo Mare. Nel 2016 infatti, nel mese di luglio, uscì un articolo su un quotidiano locale e d’incanto le luci si accesero. Solo per un mese però perché verso il 20 di agosto tornò il buio. Peggio fu l’estate scorsa quando i lampioni rimasero spenti l’intera stagione. E anche oggi i lampioni continuano a restare spenti. Non serve un trattato di criminologia per stabilire che un parcheggio con le auto dei turisti ed le persone stesse quando vi arrivano o partono, senza l’illuminazione è un luogo meno sicuro. Non serve nemmeno un trattato di psicologia del turismo per definire un parcheggio buio e con recinzioni divelte una brutta cartolina mostrata al turista in arrivo. Di sera poi, a soli 150 metri del centro collegato da un passaggio pedonale, questa area dal sapore del ghetto non può certo incentivare chi dall’entroterra volesse venire a bere una birra o a mangiare una pizza come succede invece in altre località rivierasche che godono anche di un certo “turismo locale”. Eppure quest’area sosta sarebbe strategicamente funzionale proprio alla pedonalizzazione serale di Gatteo Mare. E se nessuno dei nove lampioni del parcheggio turistico sono accesi, in quello pubblico lo sono solo una parte lasciando nella penombra grandi aree. E non dovrebbe nemmeno servire la stipula di un contratto di concessione di quell’area concessa ad alcuni albergatori in cui è scritto. nero sui bianco, che la cura del verde, la pulizia, la manutenzione delle recinzioni e l’accensione dei lampioni sono vincolanti ed obbligatori.

Ma andiamo, per ordine d’importanza, ad elencare le responsabilità per questa, che è di fatto, una situazione vergognosa:
1) I primi responsabili sono certamente quegli albergatori che hanno in concessione quell’area con vincoli ed impegni contrattuali oltre che di buon senso, cristallini ma che di fatto poi disattendono.
2) Il secondo responsabile è senza dubbio “il controllore”, chi cioè ha stipulato il contratto di concessione con privati e da tre anni non interviene. Attenzione, l’amministrazione comunale gattese non può dire di non sapere: l’articolo uscito nel 2016 su “La Voce di Romagna” ne è la prova ma, ci sarebbe pure un aggravante: il vice sindaco nonché assessore al turismo R. Pari abita a 40 metri dal parcheggio.
3) Chi controlla il controllore? Ecco svelato il terzo responsabile: le opposizioni o presunte tali, rappresentate in comune dal centrosinistra con la lista “Bella Gatteo” e dal Movimento 5 Stelle che continuano a rimenare sulle problematiche turistiche, “al buio”.
Caro sindaco Gianluca Vincenzi, dopo il primo mandato in cui per la prima volta nella storia politica del Comune di Gatteo il centrodestra riuscì ad ottenere la guida amministrativa del Comune, Lei fece una piccola rivoluzione. La sua giunta introdusse segni tangibili di discontinuità rispetto alle precedenti amministrazioni rosse; un’azione politico amministrativa che garantì a lei ed alla sua squadra di ottenere un secondo mandato con un notevole amento di voti.

E quella fu una conferma democratica dell’apprezzamento della maggioranza dei cittadini per la politica da lei intrapresa precedentemente, ma se a metà di questo secondo mandato, avesse deciso di tirare su i remi e di interrompere quella necessaria “normalità amministrativa”, beh credo sia giusto debba lasciare “il passo”. Gatteo non può permettersi di rifermarsi, di tornare quel paese in cui azioni di normale amministrazione politica del territorio come il decoro dei luoghi pubblici, la manutenzione delle alberature stradali e dei giardini, tempi ragionevoli nei lavori di arredamento stradali o l’illuminazione del parcheggio turistico e di quello pubblico, ritornino ad essere problemi amministrativi risolvibili solo dalla Nasa. Se dopo sette anni la spinta innovativa con la quale ha governato la comunità gattese si fosse affievolita, beh “sia luce” e avanti il prossimo.