Un diritto degli studenti

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Uno studente universitario ha diritto di sapere come i suoi colleghi hanno valutato, negli anni precedenti, il professore il cui corso sta per frequentare? Secondo me, sì. L’accesso alle valutazioni dei corsi dovrebbe essere libero e trasparente, dalla pagina web del docente, per tutti gli accreditati Unibo. L’idea che dei questionari studenteschi – da considerare per quel che sono, ovviamente, con tutte le necessarie cautele esplicitate con chiarezza – si debba parlare, ma con parsimonia e con l’opportuna riservatezza (“sine nominibus”: al massimo qualche allusione allegorica), solo nei consigli di corso di laurea, vanifica la pressione che la pubblicità eserciterebbe sui professori e frustra la buona volontà dei presidenti di corso di laurea orientati al miglioramento della qualità. Si obietta che rendere pubblici i questionari degli studenti non si può per ragioni di privacy; che ci sarebbero ricorsi, giudizi di tribunali, ecc. Se le cose stanno davvero così, allora facciamo una bella cosa: non perdiamo tempo con questi ludi cartacei, risparmiamo soldi e dichiariamoci francamente irredimibili. Meglio la sfrontata arroganza del marchese del Grillo (“scusatemi, ma io so’ io…”, con quel che segue) dell’ipocrisia “democratica” del giudizio dal basso, dell’infezione insidiosa diffusa da un politicamente corretto a beneficio esclusivo di chi il proprio dovere, alla fine, non lo fa.

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Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.