Per fare un albero ci vuole un sindaco

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Accrescere il verde nelle città non significa solo modificare radicalmente l’immagine estetica e sociale dell’abitato ma anche rendere le città in cui viviamo ecocompatibili: le emissioni di gas e di particolati legate alle attività antropiche sono in parte compensate da un aumento degli assorbimenti naturali da parte delle piante. L’uso mirato e accorto della vegetazione può oltretutto consentire una riduzione dell’energia consumata nel condizionare la temperatura degli ambienti interni, raffreddandola o riscaldandola. Le alberature stradali poi sono tra le opportunità estetiche ed ambientali più rilevanti del verde urbano e per questo andrebbero considerate dal punto di vista politico amministrativo, come una priorità. I benefici prodotti dalla presenza di piante in città sono diversi e vanno da quello termico e quindi di conseguenza energetico fino a quello ambientale attraverso la rimozione di inquinanti. Le foglie delle piante svolgono infatti un importante ruolo di mitigazione dell’inquinamento dell’aria poiché attraverso gli stomi emettono ossigeno e assorbono il cosiddetto smog fotochimico composto da anidride carbonica e gas quali ozono (O3), monossido di carbonio (CO), biossido d’azoto (NO2) e anidride solforosa (SO2). Un singolo albero può assorbire anidride carbonica a una velocità di 48 lbs/anno e rilasciare abbastanza ossigeno nell’atmosfera per sostenere due esseri umani – ma non i loro veicoli e le loro attività. Di fatto, una albero alto 25 metri con una chioma di 15 metri di diametro, in un’ora vegetativa produce 1710 kg di ossigeno e divora 2500 kg di anidride carbonica.

Un’accurata manutenzione delle alberature stradali e una puntuale sostituzione di quelle che inevitabilmente per motivi diversi vengono a mancare associata ad una progettazione urbanistica programmata nei 20-30 anni a seguire, richiedono volontà politica ed una visione lungimirante dello sviluppo urbanistico cittadino e della sua mobilità. Per tutto ciò sono poi necessarie risorse che vengono invece impiegate diversamente per progetti spesso utili ma sulla base di un preventivato riscontro elettorale a breve termine. A ciò andrebbe aggiunto che molti cittadini, in parte con ragione, vedono le alberature come un intralcio: tolgono spazi parcheggio, “sporcano” con la caduta delle foglie che intoppano i tombini o peggio ancora le radici danneggiano le loro proprietà. Il prezzo però pagato dalla comunità che vive in una città in cui le alberature sono considerate politicamente secondarie quando non terziarie, è una riduzione della qualità della vita cittadina dal punto di vista climatico, dell’inquinamento atmosferico e di quello acustico. Ecco che sempre più spesso le persone, durante il loro tempo libero, fuggono da città diventate invivibili.

Per fare un albero ci vuole un sindaco, o meglio un idea diversa di città a cominciare da un idea diversa di mobilità…. ma per fare un sindaco ci vogliono i cittadini. Cliccare sull’immagine per vedere il video.