Salvini Lega Nord

Ricordo che, da Sindaco, nel momento in cui c’erano le elezioni i Prefetti consigliavano attenzione e distacco. Pensate che, nel 2013, l’allora Prefetto di Forlì mi indusse a intervenire all’inaugurazione della mostra annuale ai Musei di S. Domenico con un saluto telegrafico, poichè c’erano le elezioni politiche (alle quali peraltro non ero candidato). Mi parve un’esagerazione. Che cosa accadrà ora con Salvini, che vuol fare (legittimamente) il ministro dell’Interno restando Segretario della Lega? Quali saranno le sue istruzioni ai Prefetti? Maggiore tolleranza o repressione (degli avversari)?

Gli italiani vogliono un esecutivo autorevole, equanime ed equilibrato: si dimetta subito da Segretario della Lega, per favore. Non faccia come Angelino Alfano recentemente, durante i governi di centro-sinistra, o come Fanfani negli anni Cinquanta. Imiti Aldo Moro, piuttosto, che, nominato presidente del consiglio, abbandonò subito la segreteria della DC, ai primi del ’64. Sarebbe un bel segnale. Di cambiamento.

Roberto Balzani

CONDIVIDI
Articolo precedenteLivio Corazza ha incontrato Papa Francesco all’assemblea dei Vescovi italiani
Articolo successivoIntitolata a Glauco Fiorini la Scuola secondaria di Dovadola
Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.