barconi immigrati clandestini

«Nella drammatica vicenda della nave Aquarius, che sta solcando il Mediterraneo con a bordo 629 persone in fuga dalla miseria e dalle persecuzioni di spietati aguzzini, non ci sono innocenti.
Non sono innocenti gli Stati europei, che con miopia e supponenza hanno abbandonato l’Italia in tutti questi anni, lasciandola sola ad affrontare un fenomeno di portata enorme, senza rendersi conto che non esistono frontiere capaci di fermare la storia.
Non lo sono le istituzioni europee, sempre pronte ad alzare la voce per imporre il rispetto dei vincoli e delle normative, ma timorose e incerte nel richiamare ciascun Paese alle proprie responsabilità, dimenticando che l’Europa è nata per affrontare insieme i grandi problemi della nostra epoca e dare all’umanità un’occasione di pace.
Non sono innocenti le forze politiche dell’uno e dell’altro schieramento, quelle che per molti anni non hanno saputo o voluto farsi carico del problema delle migrazioni in maniera giusta ed efficace, se non ricorrendo a provvedimenti tampone e forse preferendo velare la realtà allontanandola dai nostri sguardi e dalle nostre coste, e quelle che hanno scelto di fare di una nave carica di persone senza speranza un’opportunità per “segnare un punto” a loro favore, o che si sono accontentate di dire che sono migliori di chi c’era prima.
Non siamo innocenti noi, cittadini italiani, che ci siamo assuefatti al principio che la nostra tranquillità, il nostro benessere, il nostro lavoro e i nostri figli vengono prima di quelli degli altri, non importa se in fuga dalla morte, dalla povertà, dalla persecuzione. Dimenticandoci che anche noi, un tempo, siamo stati un popolo di migranti.
Non siamo innocenti noi, comunità di credenti, che ci siamo rassegnati all’idea che tutto questo non ha nulla a che vedere con la nostra fede, con la credibilità del Vangelo di cui vorremmo essere testimoni, sapendo benissimo che Gesù si è fatto carne povera tra i poveri e per i poveri.
Gli innocenti sono là, su quella nave. Uomini, donne, bambini. Ogni ora in più che passano in mezzo al mare è semplicemente un’ingiustizia».

Edoardo Russo presidente Diocesano Azione Cattolica