Fabrizio Ragni

Prendiamo atto che in queste ore c’è chi vorrebbe candidare Forlì a capitale italiana della cultura, sfidando Ravenna che si presenta candidata a capitale europea della cultura per il 2019. Ma non c’è credibilità e coerenza in chi avanza questa idea in rappresentanza di un partito – il Pd – che tutto ha fatto in questi decenni tranne che immaginare il rilancio culturale e artistico della nostra città”. Questa l’uscita del capogruppo comunale e coordinatore provinciale di Forza Italia, Fabrizio Ragni, che porta alcuni esempi.
Le giunte comunali a guida Pd, dedicandosi all’ordinaria amministrazione nel complesso delle attività culturali e affidando ad altri (la Fondazione cassa dei risparmi) il compito di realizzare i grandi eventi, non hanno mai inserito la Cultura, l’arte e il recupero storico-architettonico urbanistico di Forlì fra le proprie priorità di mandato. Prova ne è l’ultima delibera di avanzo di bilancio da 1,1 milioni di euro, che lascia le briciole a questo settore (la bonifica di piazza Guido da Montefeltro) e destinando gli investimenti maggiori ad una serie scoordinata di interventi in ambito infrastrutturale, sportivo e sociale come la Casa della legalità fermi da anni”: aggiunge Fabrizio Ragni.
Non c’è una visione d’insieme. Non c’è un progetto amministrativo coordinato che promuova la nostra città a livello culturale anche come esempio di bellezza. Prova ne è che durante gli scavi per le nuove pavimentazioni in centro non s’è deciso negli anni Novanta di valorizzare a fini turistici e archeologici gli antichi ponti (dei Cavalieri, del Pane e dei Morattini) venuti alla luce ma si è scelto di ri-seppellirli lasciando appena due minuscole vedute sotto la protezione di altrettante lastre di vetro”: spiega Ragni.
Per contro, non c’è la volontà di mettere mano alle numerose brutture architettoniche pur presenti a Forlì come la pensilina per bus in piazza Saffi che a suo tempo critici (come Vittorio Sgarbi) e mondo culturale (la rivista ‘Itinerari’) bocciarono senza appello. Si segua l’ipotesi che lo stesso progettista della pensilina aveva adombrato: visto che non è di cemento armato svitiamone i bulloni e rimuoviamola. Incominciamo da lì per la rinascita culturale di Forlì e poi dedichiamoci al recupero immediato della Rocca di Caterina sforza come secondo polo museale, espositivo e culturale forlivese che dal lontano 2005 doveva essere riconsegnata alla città con l’attivazione del nuovo carcere nel quartiere Quattro e per l’interzia delle varie giunte comunali di sinistra è in continuo deperimento”: propone il capogruppo comunale e coordinatore provinciale di Forza Italia, Fabrizio Ragni.
L’esponente azzurro lamenta l’erogazione a pioggia dei contributi alle associazioni culturali e ravvisa che in alcuni casi: “si potrebbe fare economia di scala a vantaggio di nuovi eventi e nuovi progetti”.
Porto un esempio, tra i tanti – aggiunge Ragni -. Alla società che s’è aggiudicata la gara pubblica di gestione del teatro comunale Diego Fabbri (un appalto di 6 anni per 469.801,59 euro l’anno) si potrebbe chiedere di rinunciare ai fondi ottenuti dal Comune anche per la gestione della programmazione del Teatro il Piccolo, che sorge nello storico spazio dell’ex “casa del popolo”. E utilizzare i fondi liberati per mettere in cantiere eventi culturali e rassegne, anche di cinema”.
Cinema gratuito all’aperto, per esempio come accade a Cesena e Bologna, e magari nel giardino esterno e nel cortile interno della Rocca di Caterina sforza. Del recupero di questa importante opera abbiamo parlato più volte e chiesto lumi al sindaco. Ma nessuna risposta seria in proposito. E scarsa volontà di fare sul serio, visto che a causa dell’inagibilità della stessa Rocca la tradizionale rassegna dei Presepi l’anno scorso è stata dirottata in altro sito. Chi amministra Forlì non conosce la storia della sua stessa città e non investe le giuste risorse per promuovere veramente Forlì a capitale dell’arte e della cultura. Su questo terreno il Pd non sarà mai credibile”: conclude il capogruppo comunale e coordinatore provinciale di Forza Italia, Fabrizio Ragni.