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Fra i più interessanti investimenti nel campo della microimprenditoria che si sono visti negli ultimi anni, è a lungo stato popolare – e di successo – quello legato all’apertura di una piccola attività di lavanderia self service. Naturalmente, come è stato vero per tutte queste tipologie di investimento, la prima fase è stata dominata da un atteggiamento non sempre oculato da parte dei microimprenditori, spesso presi più dalla moda del momento che da un’attenta analisi della situazione; ciò nonostante, a distanza ormai di parecchi anni dalla “bolla” relativa, le lavanderie automatiche continuano non soltanto ad essere aperte, ma a dimostrarsi in moltissimi casi una scelta decisamente redditizia e vantaggiosa per chi vi investe. Il mercato relativo è infatti a quanto pare in piena espansione, come ci ha spiegato il Sig. Ottolina, che da anni si occupa, tramite la Dry-tech, la sua azienda specializzata, dell’apertura di lavanderie a gettone conto terzi.

Sig. Ottolina: allora per le lavanderie self-service c’è un mercato in crescita?

«Sì, ancora dopo diversi anni e contro le tendenze negative di tanti settori, per fortuna sì. Quella interessata ad utilizzare le lavanderie a gettone è una clientela che sta aumentando: parliamo delle persone che vivono sole, o in case molto piccole, e che hanno poco tempo da passare in casa e dedicare ai lavori domestici. Se ci fa caso, è sempre più il ritratto di una maggioranza».

E secondo lei quali sono le ragioni di questa crescita?

«Guardi, è un fatto di costumi che cambiano. Lei magari non se lo ricorda, ma quando le lavatrici cominciarono ad entrare nelle case in maniera diffusa, dal punto di vista tecnologico erano una novità assoluta, un prodotto all’avanguardia, e non c’era casalinga che non ne desiderasse una – o che fosse disposta a rinunciarvi, una volta che l’avesse provata. Ma le cose sono diverse, e per certi versi possiamo dire per fortuna: non c’è più l’idea che una persona stia a casa tutto il giorno ad occuparsi solo di faccende e lavori domestici. Pensi a quanti affidano all’esterno lavori un tempo legati alla “donna di casa”, come le pulizie, la stiratura, o addirittura la cucina, con i ristoranti da asporto. La lavanderia a gettone è simile, e proprio allo stesso modo offre una comodità e una qualità di lavaggio superiori: e il mercato è pronto, adesso, ad apprezzare».

Eppure lei stesso ha detto che la tendenza in tanti altri campi è negativa. Come mai questa differenza?

«Le differenze fondamentali sono solo due, ma importanti. Per prima cosa, per quanto si voglia comprensibilmente risparmiare, nessuno decide di rinunciare al bucato: i panni vanno lavati. E oltre a questo, per molti dei clienti tipici di una lavanderia self-service, usare questo servizio è già di per sé la scelta economica, rispetto al comprare una lavatrice che si userebbe a malapena».

E quindi il mercato in crescita è la ragione dietro il successo delle lavanderie a gettone?

«È il fattore primario. E se vogliamo, il secondario è molto vicino in termini di importanza, specie in questi anni di crisi: ed è che, come pochissimi altri, questo settore è del tutto al sicuro dagli insoluti. In moltissime attività il pagamento arriva dopo il servizio, e il rischio di non essere pagati è serio e potenzialmente drammatico. Ma in lavanderia si paga prima di ottenere il servizio, e per un microimprenditore è una bella sicurezza».

Per maggiori informazioni su come cavalcare questo mercato in crescita visitate http://www.dry-tech.it