L’attrazione fatale

0
Letture: 405

I recentissimi casi romani testimoniano la perenne difficoltà, da parte della politica, di resistere alla corruzione. I partiti tradizionali di governo (Pd, FI…) ne sono strutturalmente infiltrati. I nuovi venuti non sembrano, nonostante i proclami, avere maggiori anticorpi: dichiarano a vanvera, cercando di minimizzare, ma paiono alquanto goffi. Gl’imprenditori che hanno bisogno della politica per i loro affari non fanno differenza fra la Fondazione della corrente renziana, il M5S e la Lega: nel dubbio, pagano tutti, puntando nello stesso tempo sul rosso e sul nero, come alla roulette. A loro non interessa vincere direttamente, ma costruire una condizione psicologica in cui chi vince si senta in debito con loro. E anche chi perde. Dopodiche’, allestire occasioni d’incontro, al di là di ciò che esse realmente significano (spesso molto poco, data la millanteria naturale dei vari attori che straparlano), è molto facile…

CONDIVIDI
Articolo precedenteI libri tridimensionali del forlivese Massimo Missiroli in giro per il mondo
Articolo successivoDi Maio (Pd): "Il successo delle grandi mostre al San Domenico"
Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.