Dopo il successo della festa del 2 giugno con il panino dello sportivo più lungo di Forlì ho intervistato uno dei principali organizzatori dell’evento: Emanuele Turci.
Quel’era lo scopo di questa festa? Come giudichi l’evento?
«Sono soddisfatto per come è riuscita festa. È stato un tentativo di coinvolgere il quartiere dando maggiore visibilità alla Fondazione. A mio avviso la festa è andata molto bene, ho visto tutto il quartiere coinvolto e la presenza di diversi gruppi di volontariato: la Misericordia e la Croce Rossa. Credo che la gente si sia interessata alla Fondazione e ai suoi progetti e nonostante la fatica per organizzare tutto al meglio, sono molto soddisfatto. Ho visto tanti visi nuovi e curiosi; e facendo un rapido calcolo sulla base dei pasti venduti posso affermare che sono passati più di 400 persone».
Lo rifaresti uguale o cambieresti qualcosa?
«Sono rimasto molto soddisfatto e non cambierei nulla. L’unica cosa che migliorerei è preparare più cibo per la cena. È andato tutto come avevo pensato e sperato. In anteprima ti do uno scoop: stiamo già progettando altri momenti in collaborazione con il quartiere, ma non anticipo nulla, perché voglio sia una sorpresa».
“Dai dammi almeno un indizio”, gli ho chiesto, ma si è allontanato sghignazzando maliziosamente.

Loretta Spada

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