bancarella stand

Sesta sintesi dei migliori ristoratori presenti alla 22° Festa Artusiana. Assaggi di giovedì 28 giugno.
Stand Azienda Agricola Martini – Presentano la mitica salsiccia “matta” Ciavàr, una specialità della Valle del Bidente, se mi è permesso. Ingredienti del Ciavàr: Maiale, Timo, Cuore, Goletta, Aglio, Sangiovese e Sale di Cervia. È presente anche una salsiccia “normale” per i meno coraggiosi, visto che questa è veramente super. Infine hamburger di loro produzione ed interamente di Vacca razza Romagnola Igp. Tutto buonissimo posto in comodo cestino da passeggio, un grande panino con melanzana, e via.
Stand “Lu Panzerotto” – Fratta Terme. Riecco lo stand dei Panzarotti, quelli Doc pugliesi. Si tratta di un habituè alla Artusiana, i componenti sono romagnoli ma troviamo sangue pugliese, alcuni fondatori veterani. Nella breve intervista scopriamo gli ingredienti: Acqua, Farina 0, Lievito, condimento con Pomodoro e Prosciutto Cotto. Tutte le varianti sono bandite, la farcitura è nata con Pomodoro e Mozzarella, al limite un po’ di Cotto: questo è il vero Panzarotto pugliese; cotto in abbondante olio di Arachide. Buonissimo.
Visita lampo c/o Stand Amarissimo, nuovo locale a Forlì (al posto di Muffaffè che ha chiuso) e citazione sul locale di Lido di Savio, in spiaggia. Purtroppo non sono riuscito in nessun assaggio causa marea di gente affamata. Bella Location. Riproveremo.
Osteria del Pellegrino c/o Pro loco di Forlimpopoli. Un grande stand che propone menù diversi tra cui Tagliatelle. Quindi la attrazione c’è. Il piatto che mi propongono è una popolare “Tagliatella panna funghi e pancetta”. Ripercorro la vecchia tendenza dell’uso della panna oggi un po’ bandita, qui è messa come legante dei funghi utilizzati un discreto misto, passato per fresco. La Pro Loco di Forlimpopoli è presente dalla 2° edizione della Artusiana, quindi si tratta di veterani; lo scopo è quello di reperire fondi per le loro attività come “Un dè in t’la Roca” (un giorno nel castello), Forlimpopoli festa rinascimentale, che si celebra in settembre: da visitare. All’assaggio risulta buona.
Stand Gemellaggio del Gusto – Forlimpopoli. Un altro stand di “Frampula” già visto per il Fricò e per la golosa Trippa che sarà replicata sabato. L’assaggio, d’obbligo morale, verte sul “Pollo alla Cacciatora” una ricetta dell’Artusi, #208. La ricetta è golosamente semplice: Pollo a pezzetti (pelle inclusa, buonissima), massaggiato con strutto (una componente che caratterizza Artusi, non era in voga Olio di Oliva), posto a strati in casseruola con timo aglio rosmarino e lasciato a macerare; quindi viene cotto in casseruola (non è fritto) e alla fine ammollato nel sugo di pomodoro e cotto per molte ore. Il risultato è un Pollo invidiabile molto scuro e saporitissimo. Non proprio dietetico, come ama l’Artusi. NB: Sabato ci sarà la premiazione del gemellaggio di Villenueve Loubet e lo stand farà il buffet di benvenuto presso la delegazione del Comune di Forlimpopoli.
Stand Cna ristorante Gutta Perga di Cesena, zona Osservanza. Presentano un “Passatello asciutto con fave piselli e salsiccia di Mora”. Un mix di buoni ingredienti che viene saltato con i passatelli; il risultato è ottimo. Il passatello asciutto è stato mio oggetto di indagine, non è facile come esecuzione e deve essere, a mio avviso, leggermente umido. Perfetto questo.
Fuori serata: Pranzo (a tema Artusiano) al Ristorante Casa Artusi – Forlimpopoli. Durante la Festa Artusiana uno degli attori principali è il Ristorante che porta il nome del grande maestro. Questa struttura in estate vanta un dehors davvero invidiabile. Ad invito mi sono presentato a pranzo per capire quale piatto il nuovo gestore mi avrebbe proposto. Si tratta della Chef Venerina Giangrasso la quale in precedenza gestiva la Trattoria SOMS/Mutuo Soccorso o Locanda della Fortuna a Bertinoro. Mediante un regolare Bando, Venerina (& Famiglia) si è aggiudicata l’’ambito locale. Il passaggio è stato graduale ed il vecchio Chef, Andrea Banfi, ha coadiuvato i nuovi arrivati con un mese di affiancamento sui fornelli. Le novità riguardano il menù sempre più artusiano, per giusta etica e richiesta comunale. In cucina troviamo anche il figlio di Venerina. Lo Chef Andrea. Attivi da marzo 2018.
Gli assaggi per il sottoscritto sono stati definiti da Venerina in piena autonomia, due piccoli piatti: un Tortello Cacio e Pepe (#55 Artusi) ed una inedita (per me) Tagliatella all’uso di Romagna (#71 Artusi). Ricordo che questo locale si è aggiudicato ben 2 volte la mia Top Ten che viene realizzata al lunedì dopo la chiusura della Festa, quindi la prossima sarà il 2 luglio. Gli assaggi. Dopo un cous-cous d’auverture, ecco arrivare per primo il basico Tortello cacio e pepe (#55), ottimo, delicato. Quindi siamo sulla Tagliatella: ricetta povera dell’Artusi, ai tempi il sostentamento sui piatti non permetteva molto, quindi abbiamo optato per una tagliatella con un sugo di pomodoro e tanto tanto aglio; niente parmigiano, proibitivo come costo ai tempi. Mia titubanza che si trasforma all’assaggio: l’aglio in abbondanza, risulta favoloso! Il piatto è coronato da una sfoglia perfetta, soda, ruvida, gialla, buon odore e sapore, tutto delicato, ben cotta ed al dente. Un piatto perfetto che, anche nel rispetto della povertà degli ingredienti, entrerà nella Top Ten finale, vedremo lunedì su quale posto. Complimenti: la semplicità paga, sempre.

Pierluigi “Gigi” Arpinati