Comando Polizia Municipale Forlì

«In questi giorni come Presidente dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese, la più grande d’Italia in termini di popolazione (188.000 abitanti) e di estensione (oltre 1200 chilometri quadrati), mi trovo a dover fare una scelta che condizionerà la vita futura dell’Ente, in funzione della quale potremo da una parte riguadagnare credibilità e consenso come Unione dei Comuni, oppure decretarne definitamente un suo ripensamento, che potrebbe giungere fino al suo scioglimento, diventando in questo modo lo specchio del fallimento di una politica regionale. La Regione Emilia Romagna infatti, ha fortemente puntato sulle Unioni come risposta alla spinta riformista che vedeva ridisegnare i poteri amministrativi con il superamento delle Province, e oggi si trova nel mezzo del guado, dopo la bocciature del referendum costituzionale del dicembre 2017. Questa scelta riguarda il profilo che dovrà avere il futuro comandante della Polizia Locale, che a giorni dovrò incaricare.
La spinta che condizionò le scelte che i 15 Comuni del forlivese hanno compiuto nel gennaio 2014, basate su un nuovo e moderno protagonismo del territorio, mettendo in condivisione diverse funzioni tra le quali la Polizia Locale, oggi appare fortemente flebile se non compromessa, mettendo così in discussione le scelte fatte, mostrando in più occasioni divergenze di opinioni tra i Sindaci, fino a giungere a veri e propri scontri caratterizzati da una tensione mai vista durante la mia esperienza da Sindaco (sono Sindaco del Comune di Predappio da 9 anni), il cui apice viene raggiunto nelle discussioni che scandagliano il rapporto che deve esistere tra gli amministratori pubblici e la polizia locale (soprattutto riguardo ai compiti di polizia amministrativa e della sicurezza). L’Unione che governo è un territorio disomogeneo, che va dalla via Emilia fino alle montagne appenniniche, inciso da 4 fiumi e con Comuni che vanno da 700 abitanti fino a 120.000.
Garantire una presenza “normale” della polizia locale diventa in queste condizioni impossibile vista la carenza di organico e l’impossibilità di fare le giuste assunzioni dettata dai vincoli statali, senza parlare dell’aumento dell’età media degli operatori.
Inoltre la realtà complessa in cui viviamo oggi ha nel tempo determinato il susseguirsi di interventi legislativi che hanno modificato le funzioni ed il ruolo degli enti locali e della polizia locale, attribuendone maggiori compiti e carichi di lavoro, e questo cambiamento è stato così repentino che non sempre siamo stati in grado di comprenderlo e assorbirlo.
Siamo quindi di fronte ad un grande problema, che investe nel profondo l’organizzazione quotidiana del servizio, ma nasconde dentro di sé un problema ancora più grave, che è quello di sentirsi comunità anche nei momenti in cui ci sentiamo abbandonati ed insicuri. In questo senso il futuro Comandante del Corpo di Polizia Locale dovrà avere chiaro tutti gli espetti attuali e proporre un progetto di riorganizzazione moderno e ritagliato sulla nostra realtà.
Come spesso accade, le risposte ai problemi vanno ricercate nello studio, nella ricerca, nell’analisi dei problemi, cercando qui insieme al lavoro sul campo, di individuare i punti critici, le alternative, le finte e le vere paure e come offrire le risposte. La consapevolezza nasce molto spesso dall’avere riconosciuto i nostri errori e da lì ripartire con occhi nuovi. Ma soprattutto significa offrire competenza e conoscenza, capace di disseminarsi con analisi e partecipazione ai cambiamenti».

Giorgio Frassineti presidente dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese e Sindaco di Predappio