Dall’altro mondo

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Si chiama Héctor Farías e viene da un’Università argentina per un reportage sulle Università più antiche, in Europa e non solo. Ma non mi chiede di raccontargli la storia dell’Alma Mater. E’ interessato, piuttosto, a capire le cause intellettuali di quello che, all’altro capo del mondo, pare la crisi profonda dell’Europa: neonazionalismo, rinuncia della cultura a svolgere un ruolo civile, modestia generalizzata del ceto politico. “E voi – mi chiede – che fate? Non vi accorgete che il vecchio continente rischia di affondare?”. E’ difficile rispondergli che l’inverno demografico schiaccia inevitabilmente la prospettiva delle persone sul futuro immediato; che i giovani sono pochi e dominati economicamente dalle generazioni più anziane; che le minoranze innovative e dinamiche vivono isolate nel grande mare delle semplificazioni, del senso comune, delle false notizie, delle paure reali o presunte. Come raccontare a Héctor Farías la percezione quotidiana di un mondo circostante talvolta dolorosamente estraneo, che finisce per influire anche sulle scelte personali più banali, da chi decidere di frequentare a dove andare a passeggiare? “Che cosa scriveranno della tua generazione, domani, gli storici?” – è l’ultima domanda del mio simpatico interlocuore, volto aperto, curioso, intelligente. Della mia? La mia è una generazione che passerà senza lasciare traccia, ahimè. Una riga in un manuale di 1.000 pagine: forse due.

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Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.