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Dall’Università di Minho dell’ospedale di Braga, Portogallo, all’ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Forlì, per imparare le tecniche chirurgiche contro il russamento.
È questo l’obiettivo della dottoressa Isabel Costa, portoghese specializzanda in otorinolaringoiatria, 27 anni che, dopo aver incontrato il professore Claudio Vicini direttore del dipartimento testa-collo dell’Ausl Romagna, alle “Journadas de Otorino”, svoltesi ad Almada, Lisbona, ha deciso di venire in Italia per apprendere direttamente in sala operatoria le tecniche di cui aveva sentito solo parlare.
Resterò all’ospedale di Forlì come fellow per circa un mese – spiega la dottoressa Costa – Sono venuta qui per avere una visione chirurgica del problema OSAS, acronimo della Sindrome da Apnee Notturne Ostruttive, osservando le tecniche operatorie di uno dei maggiori esperti in materia, nonché uno dei precursori della chirurgia robotica applicata al distretto testa collo, il professor Claudio Vicini. Mi sto specializzando in otorinolaringoiatria e questa rappresenta per me un’occasione unica di apprendimento. Purtroppo numero dei pazientiaffetti da russamento è molto alto anche in Portogallo, soprattutto a causa dell’incremento dell’obesità . Questo incremento riguarda anche le persone che presentano fenomeni di apnea“.
Il numero dei soggetti affetti da russamento in Italia – spiega il prof. Vicinisupera il 50% della popolazione adulta mentre le apnee significative affliggono quasi il 20% dei soggetti, con una costante tendenza in aumento nell’ultimo ventennio.Ci sono diversi campanelli d’allarme che sono riscontrabili già all’anamnesi del paziente e che suggeriscono la possibilità che egli soffra di OSAS: il russare costantemente, in presenza di interruzioni del respiro di notte, presenza di sonnolenza durante il giorno e spesso pressione alta. Sono sintomi che peggiorano chiaramente la qualità della vita del paziente, specie la sonnolenza diurna, che ne riduce concentrazione ed attenzione, tramutandosi anche in un potenziale rischio per la propria sicurezza se pensiamo a chi svolge lavori come autista piuttosto che lavori con macchinari industriali“.